Muraglia cinese in quarantena? Ammiriamola alle sue origini in una storica mostra fotografica a Trieste

6 Febbraio 2020 15:00

A circa un mese dallo scoppio della nuova ‘Sindrome Respiratoria del Medio Oriente’ causata da un nuovo ceppo dell’ormai tristemente noto Coronavirus, anche l’Italia ha proclamato uno stato d’emergenza sanitaria. Senza cadere in facili allarmismi ed evitando di snobbare troppo la situazione, noi preferiamo far lavorare i veri esperti e ricordando che la Cina ha preventivamente bloccato una parte della muraglia cinese mettendola in quarantena, vi proponiamo una ‘sana’ visita al Civico Museo D’Arte Orientale a Trieste. E’ aperta in questi giorni infatti, fino al 13 aprile 2020, ‘La Testa del Drago’ una mostra che racconta attraverso spettacolari foto d’epoca la posa dei primi mattoni della muraglia cinese.

Si tratta di un album fotografico tutto italiano, che ricorda in una raccolta di trenta fotografie italiane, la testimonianza di un viaggio nella costa nord-orientale della Cina durante i primi anni del Novecento, alla scoperta dell’origine e del primo tratto della Grande Muraglia. Di quale zona stiamo parlando? Le fotografie sono ambientate principalmente a Shanhaiguan (山海关), il “Passo dei monti e del mare”, dove la muraglia incontra il mare del golfo di Bohai, uno dei tratti marini più attrattivi al mondo. Questo punto è conosciuto come Laolongtou, “la Vecchia Testa Del Drago”. Le acque si infrangono su una fortezza militare la cui forma ricorda la testa di un drago. Conosciuto anche come passo di Shanhai, è il tratto della Grande Muraglia meglio conservato e che ha mantenuto parte dei materiali di costruzione originali composti da sciroppo di riso glutinoso, terra, sabbia e calce. Su uno degli archi di entrata sono state incise le parole “Il Primo Passo sotto il Paradiso” (un altro nome usato per indicare il passo di Shanhai).

Questa passeggiata nel passato sulle orme della Muraglia Cinese è anche l’occasione perfetta per ammirare i numerosi beni culturali di proprietà del Civico Museo d’Arte Orientale (inaugurato nel 2001): la vetrina centrale della prima sala, infatti, ospita una selezione – curata da Michela Messina – di opere d’arte cinesi dei secoli XVIII e del XIX provenienti dal deposito del museo, tra cui alcuni manufatti in porcellana mai esposti in precedenza e un curioso rompicapo cantonese in avorio a sfere concentriche, da sempre molto amato dal pubblico triestino.

Il museo si sviluppa in 4 livelli che comprendono armi, strumenti musicali e vari oggetti provenienti dalla Cina e dal Giappone. Sculture, abiti in seta ricamata e porcellane, legati al Confucianesimo, Taoismo e Buddismo, le maggiori religioni della Cina. Negli ultimi due piani si trovano le porcellane giapponesi e nel salone centrale del secondo piano (Sala IV.2) trova spazio l’intera collezione di stampe dell’Ukiyo-e: il Mondo Fluttuante, con opere di Hiroshige e Hokusai tra cui la celeberrima onda. Troviamo inoltre dipinti, lacche, specchi, netsuke e altri oggetti, assegnabili soprattutto all’età Edo o Tokugawa (1603-1868), nonché un elegante armadio dell’età Meiji (1868-1912), in legno intagliato, dorato, laccato e intarsiato.

Il Museo è situato nel cuore di Trieste, allestito nel Palazzetto Leo dai Civici Musei di Storia ed Arte a pochi passi da piazza dell’Unità d’Italia. È il primo museo dedicato specificatamente all’arte orientale che nasce nella città altoadriatica e nella regione Friuli-Venezia Giulia ed è stato istituito dal Comune di Trieste e grazie al generoso contributo della Fondazione CRTrieste.

Se trovi interessanti i nostri contenuti iscriviti al Club (è gratis)

ExtraClub

Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.
Nome
Privacy(Obbligatorio)