#Sanremo è al giro di boa e in un certo senso anche il gruppo di oggi, lo è stato per il rock. Continua il nostro viaggio #menefrego con i #lego a ritroso alla fine degli anni ’80, dove qualcosa a Seattle era pronta ad esplodere. I Nirvana sono l’urlo di dolore del loro frontman e chitarrista Kurt Cobain. Pura rabbia adolescenziale, filtrata ed espressa in musica, con lo scopo di liberarsi ‘dal dolore e dalla sofferenza del mondo esterno’. L’album d’esordio del gruppo, Bleach (1988) costò circa 600 dollari ed aveva un sound molto duro e grezzo, ma le canzoni funzionavano già benissimo: fotografa la band libera e selvaggia, senza tanti fronzoli. Fu con il secondo disco Nevermind (1991), prodotto da Butch Vig che il gruppo trovò la quadra e riuscì a miscelare la semplice genialità delle canzoni con un sound potente ma rifinito, che non era né metal né punk: diedero così il via ad un tipo di grunge che riuscì ad accontentare tutti, tranne loro. Dopo Incesticide una raccolta di materiale già uscito ma rimessa a nuovo per bilanciare la raffinatezza del precedente disco, fu la volta di In Utero, che bissò il successo precedente. Dopo l’esibizione all’MTV Unplugged, la cui registrazione uscì postuma, qualcosa andò storto e non sapremo mai esattamente dirlo con esattezza. Kurt Cobain venne trovato morto nella sua casa di Seattle il 4 Aprile 1994, lasciando troppo presto un vuoto musicale e generazionale che si sente ancora oggi. Dalle ceneri dei Nirvana, il batterista Dave Grohl ripartì da zero e creò di Foo Fighters, una delle più importanti band di alternative rock in attività.
He’s the one Who likes all our pretty songs.
Dischi che non potete perdervi:
1989 – Bleach
1991 – Nevermind
1994 – MTV Unplugged in New York
Se trovi interessanti i nostri contenuti iscriviti al Club (è gratis)