L’Uomo Vitruviano sara’ esposto alle Gallerie dell’Accademia, ora serve capire come

17 Marzo 2020 12:13
L'Uomo Vitruviano
L'Uomo Vitruviano

L’Uomo Vitruviano sarà esposto ogni anno per un periodo di tempo circoscritto e definito, in base alle dovute accortezze conservative in una delle due sale dedicate alle opere grafiche delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. La conferma arriva da Giulio Maneri Elia, 59 anni, da luglio 2019 direttore delle Gallerie. “Ne stiamo valutando la fattibilità conservativa”, ha dichiarato in un intervista al Corriere del Veneto. Si pensa anche alla progettazione di uno spazio permanente dedicato all’esposizione virtuale dell’opera. Ne renderà possibile la fruizione anche quando il foglio originale non potrà più essere fisicamente esposto.

La notizia che la direzione è al lavoro su un progetto concreto, arriva a ridosso delle polemiche sul prestito ai cugini francesi, dopo le varie vicissitudini che hanno visto varie istituzioni concentrarsi sulla possibilità o meno di trasferire – dal punto di vista legale e della sicurezza – il prezioso disegno dall’Italia alla Francia. Dopo esser stato due mesi in Francia, il disegno sembra aver trovato un po’ di pace. Ora è tornato alle Gallerie dove se ne studia appunto una possibile valorizzazione.

Il disegno, è sicuramente uno dei più importanti e famosi vertici dell’intera opera di Leonardo Da Vinci. E’ divenuto tanto popolare tanto quanto è analizzato da esperti di tutto il mondo. Tutti vogliono cercare di carpirne la nascita ed il messaggio segreto che il Da Vinci ha nascosto tra i suoi segni. Ma cosa rappresenta l’Uomo Vitruviano? Perché si chiama cosi e cosa intendeva rappresentare Leonardo?

La figura umana rappresentata, così bella ed armoniosa senza dubbio, rappresenta uno studio personale di Leonardo sulle misure e sulle proporzioni del corpo umano. Il disegno è corredato infatti da due testi esplicativi, nella parte superiore ed inferiore della pagina. Leonardo, avendo già condotto personali studi sull’anatomia e la geometria del copro umano a Milano, si imbatté negli studi che l’architetto romano Marco Vitruvio. Analoghi studi che egli aveva condotto ben secoli prima, nella seconda metà del primo secolo a.C. Sicuramente Leonardo ha sentito il bisogno di misurarsi con la celebre personalità del passato, sicuro del bagaglio di dati appreso durante i suoi studi ed ha voluto – attraverso il disegno e le note – redigere in questa forma i risultati e le discrepanze ottenute, confrontandosi con l’architetto.

Non è stato l’unico a farlo, ma il suo ‘studio’ è quello che ha conquistato e scaldato i cuori di tutti attraverso i secoli. Infatti il suo modello è stato preso come il simbolo dell’uomo come una misura del tutto. Si sono condotte sterminate analisi  e tutt’ora vi sono pubblicazioni in corso, sui possibili reconditi significati e messaggi nascosti che sembra siano stati inseriti da Leonardo per tramandare, senza essere codificati da altri, particolari leggi e formule sulla divina proporzione. Ma l’indiscutibile bellezza ed armoniosità del corpo, la sua posizione ora composta ora rivolta al mondo ed il tentativo d’iscrizione delle due figure nel cerchio e nel quadrato sono gli elementi che hanno permesso all’opera di rimanere fissata negli occhi e nella mente non solo di coloro che hanno sete di sapere, ma anche di coloro che rimangono affascinati dalla semplice bellezza.

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