Tutto da rivedere, l’uomo Vitruviano non era lui

11 Giugno 2020 10:00
uomo Vitruviano Disegno

Tutto da rivedere a quanto pare, per quanto riguarda l’uomo Vitruviano, una delle opere più famose di tutti i tempi. Il nocciolo della questione, sembra siano le proporzioni. L’errore sembra commesso durante l’iscrizione del corpo nel cerchio, successiva a quella nel quadrato. Il mistero dell’uomo perfetto, si rinnova nei suoi dettagli.

L’uomo Vitruviano nel frattempo è tornato a casa, a Venezia. Lo ospitano le Gallerie dell’Accademia, dopo essere stato esposto al Louvre di Parigi. Il viaggio di ritorno si era svolto sotto la supervisione del direttore Giulio Manieri Elia. Il celebre disegno è stato esposto al Louvre dal 24 ottobre al 16 dicembre 2019, in occasione di una mostra per il cinquecentenario della morte.

Le Gallerie dell’Accademia stanno pensando alcune iniziative per esporre l’Uomo vitruviano ogni anno per un periodo di tempo circoscritto. Si pensa ad uno spazio permanente dedicato alla complessità del disegno e dei suoi contenuti. Verranno utilizzate tecnologie avanzate per la fruizione virtuale, qualora il foglio originale non potesse essere esposto.

E proprio nei dettagli, prende vita l’essenza di quest’opera. E già nel titolo sembra esserci qualcosa di errato. Leonardo si ispirò a Plinio, non a Vitruvio. La prova sta nelle proporzioni del piede rappresentate da Leonardo. Leonardo scelse la proporzione di un settimo dell’altezza, al contrario di Vitruvio che scelse “un sesto”. Il Da Vinci lo sottolinea pure in una sua nota.

Dettaglio

Tornando al titolo, sembra che “Vitruvio” derivi appunto da un’interpretazione recente, quella che ha conquistato di più l’immaginario del pubblico colto e non. Anche se appunto, di interpretazioni ce ne sono diverse e anche di più antiche. Una nuova possibilità sta nel prendere in considerazione che Leonardo iscrisse il suo uomo prima nel quadrato e poi nel cerchio. Non al contrario, come la maggior parte delle interpretazioni vuole.

Se pensiamo prima all’iscrizione nel quadrato, tutto funziona perfettamente. Esattamente come aveva scritto Plinio, che Leonardo ebbe la possibilità certa di studiare a fondo, meglio degli scritti di Vitruvio. Leonardo infatti cita la Naturalis Historia di Plinio, libro che dichiarò di possedere nel 1490. Siamo nello stesso periodo in cui l’opera vide la luce. Quindi solo in un secondo momento, vi fu l’iscrizione nel cerchio, che appare dunque come un po’ forzata e stiracchiata.

Ecco che, se prendiamo in considerazione questa visione, ci viene naturale capire come mai le braccia alzate sono più lunghe di quelle orizzontali. La circonferenza infatti, punta all’ombelico che non alle spalle. Come vedete i misteri non finiscono mai, e si rinnovano nei dettagli interpretativi.

L’opera esposta a palzzo Reale di Milano

Ed è anche per questo che quest’opera continua ad affascinarci sempre tanto, così da farci auspicare una soluzione per poterla ammirare dal vivo o anche attraverso le ultime tecnologie.

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