Proprio mentre la primavera 2020 si affaccia sui nostri giardini, le misure in Italia stanno raggiungendo il loro massimo livello. Per arginare la tendenza dei cittadini ad uscire di casa i sindaci si preparano a chiudere i parchi giochi e pure intere aree di svago. Ad esempio i Colli Euganei nel padovano saranno presidiati contro gli irresponsabili gitanti del weekend. Abbiamo visto infatti come nell’ultima settimana gli appelli delle istituzioni andati costantemente in onda in TV, non abbiano completamente raggiunto l’obiettivo sperato. Infatti sono circolate in rete numerose foto di passeggiatori della domenica. Si pensa a imporre tolleranza zero, e la protezione civile passa col megafono invitando tutti a stare a casa. Mentre succede questo, in Cina si guarda alla ripresa.
Ed anche noi dobbiamo necessariamente guardare con serietà alla Cina, che dopo aver combattuto la sua battaglia, si trova in una fase avanzata di ripresa: un esempio a cui ambire. Timidamente e con la dovuta cautela le autorità cinesi – lo rivela un comunicato della National Cultural Heritage Administration – si sono convinte a riaprire librerie, gallerie d’arte e musei tra cui quello di Shanghai ed il Power Station of Art, sede della Biennale di Shanghai. Si tratta dunque di oltre 180 musei in tutta la Cina dunque che si apprestano a riaprire, ma vediamo come.
Seguendo le indicazioni delle autorità e senza abbandonare le precauzioni contro l’epidemia, i musei hanno pensato a prenotazioni online. Si sono impegnati a limitare il numero totale di affluenza, hanno scaglionato i periodi di visita ed offerto dei tour digitali per evitare assembramenti pubblici. Si parla dunque di un numero di circa 2000 persone al giorno (8000 invece era la quota abituale). Inoltre è possibile effettuare la prenotazione tramite sito o tramite il WhatsApp cinese.
Nonostante il numero di casi di infezioni non si sia ancora ridotto a zero (si parla di ancora 21 casi), la risposta del pubblico come si può facilmente immaginare è stata molto calorosa e partecipativa. Si auspica che ancora una volta venga seguito il rigoroso esempio che viene dal sol levante. Che sia di convicimento per i nostri concittadini a resistere e a pazientare ancora un po’, nonostante le belle giornate di sole, con la prospettiva di tornare a vedere musei e spazi sociali di nuovo aperti.
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