Lo strano caso dei Fenicotteri del Signor Invernizzi (quello del formaggino Mio)

11 Dicembre 2019 11:00

Fenicotteri rosa in una villa stile Liberty a Milano? Credevamo di averli scoperti due anni fa, durante l’estate del 2017, quando cominciarono ad invadere la nostra vita: i fenicotteri rosa ad un certo punto ce li siamo trovati dappertutto, specialmente in versione salvagente gonfiabile da portare in piscina. Il fenicottero rosa è tipicamente “kawaii”, (adorabile in giapponese) ed è piaciuto veramente a tutti, grandi e piccini. Oggi ce li ritroviamo addirittura come gif disponibili nelle storie di Instagram, il che sta a significare che hanno letteralmente sfondato e raggiunto lo status di icona immortale. Sarà perché hanno quell’aria rilassata e sicura di se, mentre stanno placidamente in piedi fermi su una zampa sola o gironzolano lentamente nei laghetti apparentemente senza nessuna preoccupazione rispetto all’ambiente circostante.

Il fatto è che c’è un luogo nel centro di Milano, non molto distante da Corso Venezia e dal ‘quadrilatero della moda’ che ospita nel suo giardino una colonia di fenicotteri rosa sin dagli anni ’70. Si tratta di Villa Invernizzi, in via Cappuccini 3 (ecco vi abbiamo dato tutte le coordinate per lanciarvi nella vostra caccia al tesoro alla scoperta di questo luogo tra i più bizzarri di Milano). Ma il nome non vi dice qualcosa? Si tratta proprio di quell’Invernizzi della nostra infanzia, l’inventore del formaggino Mio, il ‘papà’ di Susanna Tuttapanna e della mucca Carolina. Fu proprio Romeo Invernizzi, proprietario della villa a volere i fenicotteri nel suo giardino. Il suo carattere lo portò a dirigere la latteria di famiglia e a trasformarla in quella che fu una grandissima azienda, la seconda casearia in Italia, con tanto di agenzia pubblicitaria interna, dalla quale sono scaturiti i suoi più famosi marchi.

Contemporaneamente, Romeo, amava la vita all’aria aperta e preferiva la tenuta Trenzanesio, 400 ettari a 12 km da Milano, alla villa vicino Corso Venezia, nella quale con la moglie si intratteneva spesso in proiezioni cinematografiche famigliari con gli amici Rizzoli e Falck. Fu solo dopo un viaggio in Sudamerica, che si innamorò dei fenicotteri e ne portò una dozzina nella sua residenza. Si trattava di due specie diverse, una cilena e una africana (i Phoenicopterus roseum e i Phoenicopterus chilensis, per i più appassionati) ed Invernizzi fu tra i primi a fare un esperimento così personale. Tutto ha un sapore così retrò e anni ’70: a sentir parlare di ville e di volatili dal nome così esotico, ci balza in mente la storia narrata ne “L’uccello dalle Piume di Cristallo” il primo film di Dario Argento (stessa epoca appunto, 1970), dove il protagonista era un esotico uccello dal piumaggio argentato, unico ed eccentrico ospite nello zoo di Roma, che ebbe un ruolo fondamentale nello scoprire il nome dell’assassino… anche se ovviamente a Villa Invernizzi la vita trascorre più molto tranquilla.

Ed ecco che oggi ritroviamo tutti gli eredi della dinastia di fenicotteri che Romeo Invernizzi si portò a casa, facendoli crescere nel giardino della sua proprietà dove costruì una grande piscina per ambientarli meglio. In effetti si sono ambientati talmente bene da arrivare fino ai nostri giorni, unici abitanti ufficiali della villa, non visitabile, assieme ai ricercatori che ne curano gli aspetti sanitari e si occupano della loro sussistenza nutrendoli con pastone di gamberetti, microorganismi e granaglie, che sembrano davvero apprezzare. Alcuni di questi esemplari hanno ben 25 anni e nel tempo diventarono così numerosi da pensare anche ad un trasferimento nel Parco zoo Punta verde di Lignano Sabbiadoro.

Ormai Romeo Invernizzi non c’è più, ma nella sua longeva visione ha istituito la Fondazione Invernizzi alla quale tra le altre cose ha lasciato l’incarico tramite testamento di prendersi cura obbligatoriamente del suo stormo di fenicotteri. Porteremo pazienza se per fare in modo che non volino via, vengono tarpate le loro ali, accorciando giusto un po’ le penne remiganti, necessarie per un volo vero e proprio. Appuntamento dunque davanti al cancello della villa – non visitabile – per qualche scatto a questi splendidi animali facilmente visibili dall’esterno.

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