Ambiente e arte si tingono di ‘rosa’: tutte le novità del BOOMing Contemporary Art Show, la nuova fiera a Bologna

22 Gennaio 2020 18:15

E’ durante la Art Week di Bologna, che si svolge dal 17 al 26 gennaio, che arriva il BOOMing Contemporary Art Show, ovvero quattro giorni di esposizioni, con ben 31 gallerie e oltre 100 artisti. Suddiviso in due filoni tematici (Ambiente e Femminismi) presenta due premi, talk ed eventi con performance live e ospiti speciali come Letizia Battaglia e Luca Carboni. L’evento, diretto da Simona Gavioli, critica d’arte e curatrice indipendente, è pensato per mettere l’arte in stato di ‘emergenza’. Ma non preoccupatevi: ‘Intendiamo “emergente” come “essere in procinto di emergere”’, spiega Gavioli, come se si stesse parlando di una nascita, ma di un entità che già esiste e che si vuol portare in superficie, rendendola visibile a tutti. Un processo emergente, in divenire dunque, come è sottolineato nel suffisso BOOM-ing, dal nome della manifestazione.

L’evento è suddiviso in due sezioni: Main Section e Solo Show, rispettivamente dedicate a due ‘emergenze’ (questa volta in senso specifico) come lo sono quelle dell’Ambiente e dei Femminismi. Nella prima si vuole puntare sul concetto di CLIMAX, il punto di non ritorno riguardo la salvaguardia ambientale, con temi legati al rispetto della natura e del nostro pianeta, con l’intento di prenderne coscienza e rispettarlo sempre di più. Nella seconda, I Femminismi, ritorna l’attenzione (sempre mai abbastanza) per la donna, che deve tornare al centro del mondo dell’arte, ma non solo, all’interno del quale fino ad ora sempre sottorappresentata.

Porte aperte all’arte in femminile, con artiste come la leggendaria fotografa Letizia Battaglia (Palermo, 1935) una delle prime fotoreporter donna, in un’epoca particolarmente difficile, come quando del 1974 al 1991 si impegnò a raccontare con passione la lotta alla mafia. Sarà presente con una sezione dedicata ai suoi soggetti prediletti, ritratti di donne e bambine, (alberto damian | a gallery without walls). L’artista argentina Silvia Levenson (Buenos Aires, 1957) che attraverso una serie di oggetti della sua ultima produzione (alla BI-BOx Art Space) ci descrive la sua idea di amore, che può essere rassicurante ma anche pericoloso, pieno di insidie nascoste pronte a esplodere, come rappresentato dalla bomba della sua trasparente torta nuziale. La francese MadMeg (Villeurbanne, 1976), dal chiaro stile di matrice femminista, avrà una serie di disegni dedicata ai Patriarchi (Gasparelli Arte e D406 Arte Contemporanea).

BOOMing ospiterà anche Cosima Montavoci, l’artista veneziana vincitrice della Call For Artists lanciata da PLASTICAd’A-MARE nella scorsa edizione romana del 2019. Emergendo dalle acque lagunari porterà a Bologna il tema sempre più attuale dell’inquinamento da plastica a discapito dei mari, lanciando un appello: ‘Portate in fiera i vostri rifiuti’. Dopo aver esposto le sue opere tratte dalla serie “Trash Project’ frutto di una complessa ricerca sul riuso dei rifiuti, si produrrà nella realizzazione di un’opera d’arte utilizzando i rifiuti urbani che i cittadini di Bologna le hanno messo a disposizione (per lo di piccolo spessore e in materiale plastico) e in un live show finale. Potremo vederla all’opera da venerdì 24 a domenica 26 gennaio, quando in un work in progress si calerà live in diretta, nelle viscere della creatività provando ad assemblare i rifiuti provenienti dalla città. I visitatori sono chiamati a  portare direttamente i propri ‘scarti’ e a lavorare di persona insieme all’artista alla composizione dell’opera. Il viaggio creativo si concluderà con una performance live finale dalle ore 18:00 di domenica 26 gennaio, realizzando un’opera che sarà indossata e fatta sfilare negli spazi di DumBO a lei dedicati.

Sarà una sorta di laboratorio aperto – spiega Nadia Di Mastropietro, curatrice di PLASTICAd’A-MARE –, utile al pubblico per capire come dare nuova vita a oggetti di riuso’. Cosima Montavoci affronta temi seri ed esistenziali come la mortalità, la creazione, la memoria, con humor e non-sense, prendendole anche in giro, molto di più che se non fossero ‘piccole cose’, interagendo direttamente con il pubblico (sicuramente in maniera divertente e riflessiva) per sensibilizzarlo sul tema dell’inquinamento da plastica a discapito dei mari. ‘Spesso quando si descrive la propria città si tende a parlare di una facciata; la spazzatura invece ne racconta la storia autentica, che per me prende la forma di un fossile onesto. Camminando per le strade dei luoghi che amo, ho notato grandi differenze nelle cose abbandonate, elementi che parlano delle città in modo inconfutabile, davvero come fossero fossili’, spiega Montavoci. ‘Con questo progetto vorrei che questi fossili, storia del nostro tempo, venissero trattati come tali e che invece di essere abbandonati venissero conservati come un’opera iconica della nostra epoca’.

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