La vita umana, raccontata tra incontri e abbracci scultorei (immortali) in una rassegna a Padova

21 Gennaio 2020 11:30

Lo sapevate che affinché un abbraccio sia veramente efficace dovrebbe durare almeno 30 secondi? La prossima volta che abbracciate qualcuno, fateci caso e appuratene gli effetti benefici. Nella mostra Incontro e Abbraccio invece gli abbracci sono eterni e raffigurano diverse situazioni e stati d’animo. Il gesto dell’abbraccio sembra infatti sempre uguale, ma in realtà sottintende una varietà praticamente infinita di messaggi. Proprio per questo, la scelta delle opere e la loro collocazione in mostra non risponde alla loro cronologia di realizzazione, a ragioni di assonanza stilistica o storica. La selezione ha seguito tutt’altro registro, persino più affascinate e certo coinvolgente: questa volta a fare da filo conduttore sono stati temi come il cammino della vita, la formazione, l’incontro, la relazione, la lontananza, l’attesa e la compassione, tutti in stretto dialogo tra loro.

Attraverso una potente rassegna di ben 120 sculture del Novecento, si cerca di esplorare le molteplici singolarità della condizione umana. Tra le proposte troviamo opere di artisti come Auguste Rodin, Vincenzo Gemito, Aurelio Nordera, Arturo Martini, Pietro Canonica, Jacques Lipchitz, Agenore Fabbri, Virgilio Guidi, Luciano Minguzzi, Fernad Legèr, Henry Moore, Marcel Duchamp, George Segal, Salvator Dalì, Lorenzo Quinn, Igor Mitoraj fino alle tendenze iconiche di fine secolo. C’è anche un secondo filo conduttore che accomuna le opere scultoree: le tante ‘attese’ da cui siamo circondati.

L’attesa, ad esempio, del ritorno del Figliol Prodigo (scultura nota alla Storia dell’arte, ma difficilmente fruibile dal visitatore) scena madre riprodotta dal nostro scultore mondiale Arturo Martini (Treviso, 1889 – Milano, 1947), la cui storia si ripropone fin dall’alba dei tempi. L’attesa di un bacio, come ne ‘Il Bacio dell’Angelo’, del polacco Igor Mitoraj (Oederan, 1944 – Parigi, 2014). “Tra le espressioni artistiche – scrive la curatrice Maria Beatrice Autizi – la scultura è quella che riesce a rappresentare meglio le problematiche dell’uomo, per la tridimensionalità e per la relazione dei corpi e delle forme nello spazio: quello spazio intimo della materia che racconta il corpo trasformandolo in forma e luogo di accadimenti nelle più diverse modulazioni, ora armoniche in una compostezza classica, ora enfatizzando il movimento con cui la materia racconta se stessa, ora sollecitando le superfici con tonalità impressioniste, o ripiegando su narrazioni liriche, o simboliste, o metafisiche”.

Ammiriamo la compassione, nell’abbraccio marmoreo di Aurelio Nordera, (Verona 1933 – 17 Mantova 2012) dove ‘potersi aggrappare a qualcuno che aiuti a sollevarsi è un gesto non solamente di aiuto del corpo ma che, più o meno indirettamente, influisce sull’anima. Nel sollevare il corpo si solleva anche lo spirito e si realizza una promessa di senso’. Numerose sue opere figurano in collezioni private e pubbliche, in Italia e all’estero.

In definitiva l’opera d’arte scultorea si fa qui sollecitazione, aspetto valorizzato dalla possibilità data ai visitatori di rigirare e toccare alcune delle opere in mostra. “Ci stiamo diseducando alla tridimensionalità, al tatto, alla durata che genera rappresentazione, avvertendoci così del rischio di diventare osservatori frettolosi, meno capaci di cogliere le disposizioni dell’animo e dell’affettività”, sottolinea il curatore Alfonso Pluchinotta, riflettendo sul nostro allontanamento dall’Umanesimo e dalla dimensione dei contatti reali, a seguito del massiccio uso delle nuove possibilità di comunicazione. Una mostra dalla forte attualità sociale dunque, che ha dei risvolti non solo puramente artistici ma può davvero stimolare anche una riflessione alla nostra quotidianità più tradizionale.

Visitabile fino al 9 febbraio 2020 a Palazzo del Monte di Pietà a Padova, non a caso a promuoverla è la Fondazione Salus Pueri, onlus creata nel 1992, a Padova, per far sì che la Pediatria del locale Policlinico sia sempre più “casa”, naturalmente temporanea ma familiare, per i più piccoli. Al progetto hanno aderito l’Università agli Studi di Padova, la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la Solgar farmaceutici, Inartis, Poligrafo, Assicurazioni Generali, con il patrocinio della Commissione Europea e di Regione, Provincia e Comune.

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