187 cm il picco registrato stanotte a Venezia. Brugnaro: “Una ferita indelebile”

13 Novembre 2019 11:18

La notte scorsa è stata una delle più lunghe e difficili da superare per la città lagunare. Era dal 1966 che non si registravano livelli di marea così alti. Dopo il picco 187 cm toccato stanotte, rimangono dunque ingenti i danni lasciati dal passaggio dell’acqua in tutta Venezia, che si risveglia attendendo un’altra super marea in mattinata.

Un forte vortice di vento a 100 km orari ha fatto una strage di gondole e altre imbarcazioni: rimangono visibili i segni di devastazione causati dalla marea e dal vento, che hanno spinto le barche nelle calli e contro i pontili lasciandole arenate ed inutilizzabili. In Calle delle Razze, vicino piazza San Marco, è ancora incastrato un motoscafo spinto a terra da una tromba d’aria che si è abbattuta sull’area marciana mentre infuriava la mareggiata. Anche il Centro Maree è stato vittima dell’inondazione che ha causato purtroppo danni e guasti alle linee telefoniche.

Durante la notte il sindaco ha chiesto lo stato di calamità naturale, anche in previsione del maltempo che si protrarrà fino a venerdì. Tutte le scuole rimarranno chiuse dunque per tutto il centro storico di Venezia. Il sindaco lancia un appello al governo: “Venezia continua a essere angustiata dalle acque alte eccezionali. L’anno scorso, quest’anno uguale. Chiediamo al governo di partecipare – ha aggiunto Brugnaro – e di capire a che livello è l’organizzazione del Mose, perché qui si rischia veramente di non farcela più”. Anche la sede municipale di Ca’ Farsetti, affacciata sul Canal Grande, è rimasta isolata a causa della marea.  Il Sindaco si rivolge anche a tutta la comunità: “Tutti i cittadini e le imprese raccolgano materiale utile a dimostrare i danni subiti con fotografie, video, documenti o altro – ribadisce Brugnaro – nei prossimi giorni comunicheremo le modalità precise per la richiesta di contributo”.

Il passaggio dell’acqua ha interessato anche la Basilica di San Marco, i cui danni saranno da verificare: 110 centimetri d’acqua sono stati misurati nella Basilica nel momento del suo picco, mentre tutta la cripta è stata sommersa. A rischio mattoni e colonne dell’edificio: sono finiti sott’acqua anche i marmi recentemente sostituiti. Anche il governatore Luca Zaia commenta: “Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale – racconta ospite a Mattino 5 – ma non esagero con le parole, l’80% delle città è sott’acqua con danni inimmaginabili, paurosi”.

Due le vittime: un anziano di 78 anni è morto fulminato nell’isola di Pellestrina a causa di un corto circuito elettrico innescato dalla marea entrata in casa, mentre un’altra persona è stata trovata morta nella propria casa probabilmente per cause naturali.

 

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