Viaggi, racconti e memorie da Bagheria a Venezia: la testimonianza di una vita nell’antologia di Ferdinando Scianna

30 Gennaio 2020 09:26
Ferdinando Scianna
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Sono 50 anni di carriera, quelli presentati attraverso 180 opere in bianco e nero del fotografo siciliano Ferdinando Scianna, divise in tre grandi temi: Viaggio, Racconto, Memoria. Da Bagheria alle Ande boliviane, dall’esordio delle feste religiose  all’esperienza nel mondo della moda, l’esposizione racconta i paesaggi, le ossessioni tematiche come gli specchi, gli animali e infine i ritratti dei suoi amici, maestri del mondo dell’arte e della cultura come Leonardo Sciascia ed Henri Cartier-Bresson. La mostra è divisa in sezioni, che comprendono oltre ai tre temi principali anche i ritratti, riti e miti ed una serie d’immagini di moda che Scianna ha realizzato a Venezia come testimonianza del suo forte legame con la città lagunare.

Ferdinando Scianna inizia dalla Memoria, con alcuni scatti giovanili che comprendono momenti di un passato anni ’60 come i bambini con il velo ne Le Feste Religiose. L’esposizione prosegue, idealmente e cronologicamente, con la sezione dedicata al Viaggio (America – Deambulazioni – I Luoghi), alcuni scorci della metropolitana New York del ’85. In Racconto stupiscono i volti e gli sguardi dei bambini da tutto il mondo, in un biano e nero contrastato che esalta i loro sentimenti trasmettendoceli direttamente con un grande senso di empatia. Fondamentale anche il ritratto di Leonardo Sascia a Racalmuto nel ’64 (figura importantissima per l’autore, con il quale ha pubblicato a soli 21 anni un saggio che gli ha valso il prestigioso premio Nadar – Feste Religiose In Sicilia).

Non mancano dunque grandi suggestioni in quest’antologia, che Scianna ha voluto definire con grande autoironia “…una legittima strage, una carneficina vista con favore dalle autorità civili e religiose. Una pulita operazione di sbranare i libri che vanno per il mondo sotto il nome dell’autore per ricavarne uno stufato, un timballo, uno spezzatino…”, scegliendola da Antologia Privata, un testo dello scrittore milanese Giorgio Manganelli. “Come fotografo – ha affermato lo stesso Scianna, parlando del suo lavoro – mi considero un reporter. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo.”

Passionale e coinvolgente il suo viaggio nel mondo della moda, iniziato con l’incontro di due designer emergenti, Dolce & Gabbana per i quali fotografa la bellissima modella tedesca Marpessa, ambientandola nella sua Sicilia più profonda. Mescolando lo stilema della moda con l’esperienza del fotoreporter crea un risultato inedito e originale che spezza la routine patinata della moda ed il successo lo porterà ancora ad ampliare il suo lavoro e a collaborare con prestigiose riviste internazionali.

La visita è accompagnata da una preziosa audioguida con la voce narrante di Scianna e rimane aperta al pubblico fino al 16 febbraio 2020 a La Casa dei Tre Oci a Venezia – uno dei principali episodi di architettura neogotica veneziana – nell’Isola della Giudecca, di fronte alla Piazza e a Palazzo Ducale. La sede, splendida testimonianza dell’architettura veneziana di inizio ‘900, fu disegnata dall’artista Mario De Maria (Marius Pictor) e costruita nel 1913 ed è stata dichiarata bene di interesse storico e artistico nel 2007 dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto.

“Non sono più sicuro, una volta lo ero, che si possa migliorare il mondo con una fotografia – commenta Scianna con un apparente tocco di pessimismo soffermandosi sul mondo della fotografia – Rimango convinto, però, del fatto che le cattive fotografie lo peggiorano”. Nonostante Scianna abbia 76 anni e confessi di non solo di non avere “il tempo per fare un’altra mostra come questa, ma non ne ho la più pallida voglia perché è stata una fatica bestiale”, questa mostra bilancia a nostro favore la situazione e il maestro è ancora qui per provare a salvarci.

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