Pascal Diot e’ il Direttore del Venice Production Bridge e dal suo ufficio quest’anno può annunciare il record di oltre 330 candidature desiderose di accedere al VPB. Poi ovviamente viene fatta una selezione.
VPB: un ponte tra un idea e un film
Un ponte vero e proprio dove le produzioni arrivano al Lido con un 70% di budget coperto. Il team di Diot sceglie le più promettenti che finiscono al VPB – diciamo così – in mostra in attesa che quel gap del 30% del budget possa essere coperto dagli investitori che si presentano a Venezia a caccia di idee e opportunità. Infatti non a caso il VPB è definito proprio: Venice gap-financing market.
Un mercato di ricco di richieste
“Ogni anno ricevo sempre più richieste,” osserva Diot in una intervista a Variety, “il che significa che resta ancora un grandissimo problema completare i finanziamenti.”
“Quando ho creato il Venice Gap-Financing Market 12 anni fa, non esisteva un mercato di co-produzione di questo tipo,” continua Diot a Variety. Insomma c’era un gap da colmare dato che iniziative analoghe erano per lo più concentrate su progetti in fase di sviluppo, anche se lui, da produttore di lunga esperienza, sapeva bene “quanto fosse difficile trovare anche solo l’ultimo 30%” del budget di un film”.
Un decennio, 400 film selezionati
Così in poco più di un decennio dalla sua nascita, il VPB vanta un tasso di completamento – entro sei mesi dalla presentazione a Venezia– dell’80% su 400 progetti presi in considerazione da Diot e la sua squadra.
In parte, questo successo è dovuto tanto al fatto che i progetti selezionati devono avere già coperto il 70% del budget; un requisito che, secondo Diot, li rende una prospettiva più “sicura” per i potenziali investitori, e in parte alla capacità di selezionare in modo attento e capace.
Tra i partecipanti più recenti che c’è l’hanno fatto grazie al VPB c’è l’animazione premio Oscar di Gints Zilbalodis “Flow”, la pellicola vincitrice del premio Un Certain Regard a Cannes di Diego Céspedes “The Mysterious Gaze of the Flamingo”, “The Souffleur” di Gastón Solnicki con Willem Dafoe — che viene presentato a Venezia questa settimana nella sezione Orizzonti — e il prossimo film di Annemarie Jacir, “Palestine 36”, atteso per una gala premiere al Toronto International Film Festival.
Cosa ci aspetta
Il futuro? Sicuramente andrà verso un nuovo mercati spostandosi in parte da quello che potremmo chiamare il cinema tradizionale. L’importante, rimarca Diot, è dare la possibilità ai registi – e molti big si stanno avvicinando al Venice Financing-Gap Market – di poter far vedere i loro film: di completati e mostrarli.
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