Olimpiadi Chi è Cecilia Gasdia, la signora della Verona Olympic Arena

23 Febbraio 2026 08:03
Cecilia Gasdia, sovrintendente Fondazione Arena di Verona
Cecilia Gasdia, sovrintendente Fondazione Arena di Verona (ritratto ai)

Tre voci per il commento della Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi dalla Verona Olympic Arena (da oggi nuovamente Arena di Verona): il giornalista Rai, Auro Bulbarelli, lo scrittore Fabio Genovesi e la Soprintendente della Fondazione Arena di Verona, Cecilia Gasdia. Lei è la vera padrona di casa: nata a Verona ed ai vertici dell’importante ente lirico da 8 anni.

Un soprano che voleva fare il pilota

Padrona di casa non solo per geografia, ma per storia personale. Perché Cecilia Gasdia, prima di diventare dirigente culturale, è stata una delle voci della lirica italiana più riconoscibili della sua generazione. Soprano di formazione solidissima, ha costruito una carriera internazionale calcando i palcoscenici dei teatri che contano: dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York, passando per Vienna, Parigi, Londra. Un repertorio ampio, una presenza scenica elegante, una vocalità che ha trovato il suo territorio ideale tra Mozart, Donizetti, Bellini e il primo Verdi.

Verona come inizio e come destino

La musica, per lei, è sempre stata una questione di casa. Nata a Verona, città di Romeo e Giulietta, studia al Conservatorio della città e vince giovanissima il concorso internazionale “Maria Callas” della Rai: un trampolino che la porta rapidamente sotto i riflettori. Una vera sliding door: poco prima la passione per lo sci e per il volo l’avevano portata a provare ad arruolarsi: ma l’allora regolamento non lo consentiva; con il tempo è riuscita a prendere il brevetto. Gli anni Ottanta e Novanta sono quelli dell’ascesa: debutti prestigiosi, collaborazioni con direttori e registi di primo piano, una carriera costruita con la continuità. Tra le contaminazioni che ama ricordare della sua carriera quella con Lucio Dalla.

La seconda vita: dal palco alla macchina dell’opera

Poi arriva la seconda vita, quella meno visibile ma forse più complessa. Terminata l’attività artistica, Gasdia non lascia il mondo dell’opera: lo vive da un’altra prospettiva. Insegna, si occupa di formazione, entra nei meccanismi organizzativi del sistema lirico italiano. Nel 2018 viene nominata Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, uno dei simboli dell’opera nel mondo: una macchina culturale e produttiva che vive tra tradizione monumentale e fragilità economiche croniche.

Governare la tradizione, tenere il presente

Il suo mandato coincide con anni difficili per lo spettacolo dal vivo: prima la necessità di rilanciare l’ente, poi lo shock della pandemia. La sua linea è quella della continuità operativa e del radicamento territoriale: Arena come grande festival internazionale, ma anche come istituzione cittadina, identitaria, capace di dialogare con il pubblico locale e con i flussi turistici globali.

Oggi: il volto istituzionale di una città musicale

Oggi Cecilia Gasdia rappresenta una delle trasformazioni possibili del sistema lirico italiano: dall’artista al management, senza perdere il legame con la materia viva dello spettacolo. In un settore spesso diviso tra burocrazia e creatività, la sua figura sta proprio nel mezzo. E forse è per questo che, quando Verona si è dovuta raccontare al mondo la scelta è ricaduta su di lei. Musica, identità ed emozione. E nella sera del commiato olimpico ne abbiamo percepita molta.

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