Chi ha conquistato il prestigioso riconoscimento letterario al Lido di Venezia?
- Il verdetto finale della Giuria dei Trecento Lettori Anonimi
- I numeri della sfida tra i cinque autori in gara
- Il ricordo personale e le dichiarazioni dal palco
- Gli altri riconoscimenti assegnati durante la serata
Il verdetto al Palazzo del Cinema al Lido
La sessantaquattresima edizione del Premio Campiello ha incoronato Marcello Fois. Con il romanzo “L’immensa distrazione”, edito da Giulio Einaudi Editore, lo scrittore ha ottenuto 83 voti sui 282 espressi dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi. La cerimonia finale si è svolta il 3 ottobre 2026 sul palco del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, una sede inedita per la manifestazione promossa da Confindustria Veneto e dalla Fondazione Il Campiello.
La competizione è stata serrata fino all’ultimo spoglio. Dietro a Fois si è posizionato Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico” (Giulio Einaudi Editore), staccato di sole tre preferenze con 80 voti. La cinquina dei finalisti comprendeva poi Elena Varvello con “La vita sempre” (Ugo Guanda Editore), che ha raccolto 54 voti, Valeria Parrella con “La ragazzina” (Feltrinelli) a quota 33 voti ed Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” (Quodlibet), che ha chiuso con 32 voti.
Le parole del vincitore e il ricordo di Michela Murgia
Ricevendo il premio, Marcello Fois ha condiviso alcune riflessioni sul proprio percorso: “Scrivere questo libro a quest’età è un po’ come fare un bilancio di tutto: capire da che parte si sta, come si è messi, capire che scrivere è un mestiere difficilissimo e c’è tanto da dire e tanta gratitudine per questo mondo”. L’autore ha inoltre voluto rivolgere un pensiero sentito a Michela Murgia: “Voglio ringraziare una persona che non c’è, ma per me c’è, una donna bellissima e resiliente”.
A condurre l’evento sono stati Alessio Viola e Arianna Porcelli Safonov, affiancati dagli interventi di Matteo Caccia, membro della Giuria dei Letterati che ha letto estratti delle opere finaliste, e dall’esibizione musicale di Margherita Vicario. Il Presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini, ha evidenziato il legame storico tra narrazione e cinema, ricordando come un terzo delle opere passate dal concorso sia approdato sul grande schermo, a testimonianza del connubio consolidato fin dal 1962 tra cultura e impresa.
I riconoscimenti collaterali e i dati della giuria
La Giuria dei Trecento Lettori Anonimi ha visto quest’anno la partecipazione di 160 lavoratori dipendenti, 61 liberi professionisti e rappresentanti istituzionali, 27 pensionati, 18 studenti, 15 imprenditori e 10 casalinghe, oltre a 9 votanti senza indicazione di categoria. Oltre al premio principale, il palco veneziano ha ospitato la consegna di altri tributi editoriali.
Il Campiello Giovani è andato a Matteo Ghisleri per il racconto “Ricalcolo percorso”, selezionato dalla Giuria dei Letterati presieduta da Roberto Cicutto. Il riconoscimento Opera Prima è stato assegnato a Nadeesha Uyangoda per “Acqua sporca” (Giulio Einaudi Editore), mentre a Domenico Starnone è andato il Premio Fondazione Il Campiello. Per la quinta edizione del Campiello Junior i riconoscimenti sono stati attribuiti a Rosella Postorino e Daniele Mencarelli.
Alla serata hanno preso parte oltre 900 persone, tra cui esponenti del governo come il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il Sindaco di Venezia Simone Venturini, l’Assessore regionale Valeria Mantovan e personalità note come lo chef Bruno Barbieri. La differita televisiva della cerimonia viene trasmessa su Sky Documentaries, Sky Arte, NOW e Cielo.
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