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All’Arsenale di Venezia la Scala della Conoscenza

30 Settembre 2026 14:01
La Piccola Scala della Conoscenza (Ph. via Instagram - Paolo Meneghello)
La Piccola Scala della Conoscenza (Ph. via Instagram - Paolo Meneghello)

I dizionari e il linguaggio bastano davvero per comprendere il mondo?

  • Nuova installazione d’arte permanente all’Arsenale di Venezia
  • L’opera di Simone Meneghello unisce libri, scultura e architettura
  • Una riflessione sui limiti della parola e della definizione delle cose

Un percorso – piccolo – fatto di tomi e definizioni che si sviluppa nello spazio espositivo lagunare, interrogandosi sulla reale portata delle parole. All’Arsenale di Venezia fa il suo debutto ufficiale l’opera «Piccola scala della conoscenza», firmata dall’artista Simone Meneghello. L’installazione permanente trova la sua collocazione presso lo Spazio Thetis, andando ad arricchire una collezione d’arte contemporanea che ospita già altre due creazioni dello stesso autore, intitolate «Il sentiero di Marco Polo» e «Le colonne della conoscenza».

La struttura dell’opera tra carta e architettura

L’intervento visivo si compone di cinque dizionari acromi sovrascritti, disposti in modo tale da delineare una piccolissima scalinata. A racchiudere il poszinamneto dei volumi un grande cubo bianco aperto su due lati, denominato Unibox. Quest’ultimo elemento è stato ideato e sviluppato in collaborazione con l’architetto Amedeo Giordano dello studio B-Lab, creando una sinergia tra la componente concettuale dei libri e il rigore geometrico dello spazio contenitore.

Una salita che incontra il proprio limite

L’installazione propone una dinamica fisica e simbolica ben precisa, come illustrato dallo stesso Meneghello. L’artista evidenzia come la piccola scala possa essere interpretata sia come una salita sia come una discesa. Tuttavia, muovendosi in entrambe le direzioni, il tragitto non porta verso altri luoghi: la traiettoria finisce per scontrarsi con il muro oppure con il pavimento, raggiungendo il proprio confine e finendo per incontrare unicamente se stessa.

Il quesito sul valore reale del linguaggio

Al centro del progetto risiede un interrogativo teorico chiaro: capire se il linguaggio verbale abbia l’effettiva capacità di condurre alla conoscenza o se quest’ultima rimanga vincolata dentro i confini delle strutture adoperate per formularla. In tale prospettiva, i dizionari, intesi tradizionalmente come i mezzi principali con cui la lingua prova a nominare, circoscrivere e catalogare la realtà circostante, si trasformano nei gradini di un itinerario che spinge il codice linguistico fino alla soglia della sua stessa insufficienza.

La ricerca artistica tra testi e sovrascritture

L’approfondimento sui temi della parola scritta, del libro e del confine espressivo rappresenta un asse costante nel percorso artistico di Meneghello. Questa indagine lo ha condotto nel tempo a confrontarsi con autori e testi fondamentali come Pier Paolo Pasolini, Cesare Pavese, Jorge Luis Borges, la Bibbia e il pensiero di filosofi contemporanei. Il materiale letterario viene rielaborato visivamente mediante fogli cartacei in cui interi testi originali sono riprodotti fedelmente, ma resi illeggibili dalla stratificazione di battiture a macchina.

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