Appena inaugurata a Milano e in programma per tutto il periodo estivo, fino al 9 settembre, Brasile, il coltello nella carne, è l’esposizione curata da Jacopo Crivelli Visconti e Diego Sileo e accolta al Pac, Padiglione d’arte contemporanea a Milano.
Il titolo della mostra deriva da un’opera teatrale dello scrittore brasiliano Plínio Marcos, particolarmente attivo durante gli anni della dittatura militare. La mostra nasce proprio su questa linea di frontiera, dove teatro, politica, letteratura, militanza e arte s’incontrano, si contaminano a vicenda, dichiarandosi sin dal titolo in conflitto. Questo conflitto, cui molti degli artisti invitati al PAC si riferiscono attraverso le loro opere, non ha inizio né fine, è difficilmente riassumibile in poche parole e non si traduce che raramente in scontri fisici o battaglie. Non è un conflitto convenzionale, bellico: è sociale e, soprattutto simbolico.
Attraverso oltre 50 opere tra installazioni, fotografie, video e performance, il progetto riunisce una serie di lavori realizzati in Brasile negli ultimi quarant’anni, senza pretendere di costituire un ritratto del paese o della sua scena artistica, ma piuttosto riflettendo sulla loro conflittualità: gli scontri, le violenze e i soprusi politici, sociali, razziali, ecologici e culturali. Un linguaggio diretto, all’apparenza ingenuo, ma in realtà carico di messaggi, racconta di sogni frantumati e di aspettative deluse, ma anche di un popolo che sa conservare un sorprendente ottimismo e una grande fiducia nel futuro.
Rompendo convenzioni e luoghi comuni, le opere in mostra raccontano il Brasile a partire da punti di vista distanti, in alcuni casi antitetici che, proprio per questo, possono condurre a comprendere la complessità del paese e le sue infinite contraddizioni.
Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano: “Il Brasile, con la sua composita scena artistica, é protagonista al PAC, in una mostra con un’accurata selezione di lavori realizzati negli ultimi quarant’anni da trenta artisti. Il progetto rappresenta il tentativo di penetrare nella realtà artistica di una nazione: le molteplici differenze di sguardo, di tempo, di linguaggio espressivo, presentate in questa occasione, pongono il visitatore di fronte alla conflittualità e alle ferite ancora aperte di un paese, affrontandole e proponendole in una ‘messa in scena’ che insegue l’impegno di riproporne le profonde contraddizioni. L’esplorazione della produzione artistica contemporanea internazionale, rivolta all’indagine di una specifica realtà territoriale, è quindi ancora una volta il focus di studio con cui il PAC prosegue con costante attenzione nella sua vocazione di centro di ricerca e sperimentazione”.
Se trovi interessanti i nostri contenuti iscriviti al Club (è gratis)