Riuscite ad immaginarli? Erano almeno grandi come un giradischi. Si parla degli hard disk della IBM, datati anni ’80. Oggi gli hard disk hanno raggiunto dimensioni ridottissime, neanche riusciamo a percepirne la grandezza. La loro storia è stata unica. Un percorso inversamente proporzionale. Più riuscivano a rimpicciolirli, più spazio riuscivano a ricavarne. E non è ancora finita.
Per un viaggio dal sapore retrò e dal gusto sci-fi, ci pensa l’università di Verona a traghettarci nel passato. All’interno dell’ateneo, è presente un museo dell’informatica che rappresenta un unicum sul territorio scaligero. Con uno spazio articolato su tre piani, espone oltre 150 antichi manufatti e risorse di studio. Ma anche manuali, libri e riviste che hanno scandito l’evoluzione tecnologica a partire dalla seconda metà del secolo scorso. Come il vecchissimo manuale “Fisica ad uso dei licei”, firmato Enrico Fermi, del 1948.
“Dalla Pietra al Microprocessore”, è l’ironico incipit che introduce il piano terra, dove sono esposti calcolatrici, microprocessori a 8 bit ed un accoppiatore acustico del C.E.R.N. Al primo piano si passa “Dal Macro al Micro” (la famosa riduzione degli spazi -prima erano davvero grandi come un giradischi). Ah, ci sono anche joystick e pinze robotiche dalla NASA. Il terzo piano è dedicato all’Informatica sulla carta.
Un pezzo interessante che ospita il museo è l’Olivetti P6060. Si tratta di un personal computer, ma ad un primo sguardo potreste scambiarlo per un’altra cosa. Fu il primo computer ad integrare assieme stampante e lettore floppy, della capacità di ben 256 KB. Fu presentato ad Hannover nel 1975.

Dal passato al futuro, entro il 2025. Nel 1980, IBM è riuscita ad aumentare la capacità di memorizzazione dei suoi sistemi fino a 2,52 GB. Le nuove tecnologie dovrebbero consentire la creazione di dischi rigidi da 100 TB. L’hard disk ha ancora un futuro davanti, in quanto compete in termini di spazio e costi con il sistema SSD.
Nel frattempo il museo ovviamente è chiuso, ma previa prenotazione al curatore al curatore, Dott. Marco Cristanini, è possibile un tour virtuale dalle 9 alle 19. L’iniziativa (tra le tante interessanti dell’UniVr) nasce per le scuole, ma si rivolge a tutti gli appassionati e curiosi della tecnologia del passato. Si possono dunque attivare laboratori didattici ad hoc per tutte le età.
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