Abbiamo bisogno di arte, adesso come non mai. Il mondo della cultura, lo vediamo, in questo periodo non fa altro che lanciare iniziative virtuali immaginate per permettere agli appassionati di non perdere la programmazione delle principali istituzioni culturali.
Questo anche per acquisire qualche utente in più che, approfittando della ”permanenza forzata” nelle proprie abitazioni, potrebbe decidere di visitare virtualmente una mostra.
È recentissima l’iniziativa #artyouready che ha coinvolto le comunità igers, gli influencer, ma anche tutti i fotografi professionisti o amatoriali e, naturalmente i visitatori di tutte le generazioni, che hanno pubblicato per l’intera giornata le foto realizzate all’interno di musei, parchi archeologici, biblioteche e archivi d’Italia.
Un vero e proprio flashmob fotografico che è durato un’intera giornata e un modo per raccogliere e condividere sul web la bellezza e l’unicità del patrimonio culturale italiano e mostrarla al mondo intero.
E gli artisti? Chi l’arte la crea e la vive ogni giorno, per passione e per lavoro, ha trovato nuovi stimoli e nuove idee in questa situazione? Girovagando su Instagram abbiamo scoperto due “artiste” che sul loro profilo hanno svelato nuove creazioni, ispirate proprio dall’atmosfera in cui stiamo vivendo.
Liza Lou è un’artista statunitense che ha pensato di coinvolgere artisti, ma non solo, anche tutti i suoi followers, in un progetto chiamato “Apartogether”: l’idea è quella di raccogliere vecchi vestiti e tessuti che non si usano più per cucirli insieme e formare delle coperte. L’artista ha poi esortato le persone a postare su Instagram le foto del lavoro “in progress” con il tag @apartogether_art.
Un modo per sentirsi un po’ meno soli, per condividere, anche se a distanza, impegno e creatività. La coperta, secondo l’artista, avrebbe inoltre un valore simbolico: si tratta di un oggetto che rimanda infatti a un’idea infantile di protezione.
Sempre su Instagram Liza ha rivelato che, alla fine dell’isolamento, le “creazioni” andranno esposte come bandiere e diventeranno così un simbolo di vittoria. Le opere di Liza Lou sono esposte in tutto il mondo: in particolare fanno anche parte della Francois Pinault Collection esposta a Venezia.
Anche l’artista contemporanea nostrana, Letizia Lanzarotti (in arte Lady Be), in mancanza di sale espositive ha affidato a Instagram le sue opere che, come lei stessa ha dichiarato, costituiscono “un giusto tributo a chi ogni giorno si sacrifica per noi”.
Motivo ispiratore delle sue due nuove creazioni è l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo: si tratta di due mosaici intitolati “Infermiera con l’orecchino di perla” e “Corona Jesus” e sono due veri e propri omaggi a chi in questo momento è in prima linea per salvare vite umane.
La nostra Lady Be, quando si poteva, ha portato la sua arte anche in Veneto: nel 2016 “Arte & Musica Pop” al Gran Teatro Geox, a Padova. E poi a “Venezia Art Expo” Exhibition of Nations alla Scuola Grande della Misericordia. Ed anche a Verona, alla Triennale di Arte Contemporanea.
“Corona Jesus” raffigura il volto sofferente di Gesù Cristo che, al posto della corona di spine, ha sulla testa la rappresentazione a microscopio del Covid-19: “Il Coronavirus diventa simbolo di espiazione dell’uomo. Ognuno di noi compie un sacrificio: medici e infermieri in prima linea come soldati, sacrificando la loro vita per altri uomini”.
L’artista desidera, però, che le sue opere diventino anche un messaggio di speranza e un mezzo per ricordarci che tutto andrà bene: “L’arte lo può fare. – afferma Lady Be – #andràtuttobene, sarà l’arte a salvarci”.
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