Cacciari vs Kraus: gli ultimi giorni dell’umanità tra ieri e forse oggi

4 Giugno 2026 09:49
Schreibvieh, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Schreibvieh, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Massimo Cacciari torna a farci riflettere, e lo fa con un appuntamento che promette di essere un vero pugno nello stomaco. Mercoledì 10 giugno 2026, alle 17.30, la Biblioteca della Biennale di Venezia (nella suggestiva cornice di Calle Paludo S. Antonio, Castello) ospiterà la presentazione di un progetto ambizioso: “Massimo Cacciari racconta Gli ultimi giorni dell’umanità”. Non si tratta di un semplice incontro, ma di una lectio magistralis che si propone di rileggere il capolavoro del 1922 di Karl Kraus alla luce delle inquietanti conflittualità del nostro presente. Un’operazione culturale a tutto tondo, frutto della collaborazione tra Cacciari, Sandro Parenzo e Ranuccio Sodi, e prodotta da Videa Group per Nove Discovery Italia, con la regia di Sodi stesso.

Un dialogo tra giganti e un tuffo nel passato

L’evento veneziano si aprirà con un dialogo d’eccezione tra il Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, e Massimo Cacciari, un confronto che farà da preludio alla proiezione del programma televisivo (della durata di 65 minuti). Per chi non potesse essere a Venezia, niente paura: “Massimo Cacciari racconta Gli ultimi giorni dell’umanità” andrà in onda in prima serata su Nove il sabato successivo, 13 giugno. Si inserisce così in un ciclo di Nove dedicato alla Storia recente, raccontata da voci autorevoli del panorama italiano, con l’intento di offrire nuove chiavi di lettura del presente.

Ma perché proprio Karl Kraus e il suo monumentale testo pacifista sulla Prima Guerra Mondiale? Il celebre giornalista, commediografo e autore satirico austriaco, con la sua opera, torna a parlarci con una sorprendente attualità. La precarietà dei rapporti internazionali, la corruzione del linguaggio e la progressiva disumanizzazione dei conflitti, tutti temi che Kraus aveva sviscerato con lucidità quasi profetica, riacquistano un significato profondamente allarmante nell’analisi di Cacciari. Questa inedita lectio magistralis sarà arricchita da letture sceniche di Massimo Venturiello e Paola De Crescenzo, che si intrecceranno a suggestive animazioni AI, capaci di catapultarci nel periodo bellico con un impatto visivo ed emotivo unico.

Kraus: una satira ancora attuale

“Gli ultimi giorni dell’umanità” è una pietra miliare del teatro espressionista, una satira feroce e senza sconti ai media e alla società dell’epoca. Un dramma storico imponente, strutturato in oltre 200 scene e centinaia di personaggi, che dipinge un affresco grottesco di ufficiali ottusi, giornalisti cinici, profittatori di guerra e cittadini comuni anestetizzati dalla propaganda. È un’opera che, pur radicata nel suo tempo, risuona con forza nel nostro.

Il racconto di Massimo Cacciari, lungi dal tracciare paralleli meccanici o didascalici, trasforma la biografia di Kraus e il suo testo in una testimonianza attualissima. Lascia allo spettatore il compito di riflettere sulla “grande regressione in atto” nei rapporti internazionali, dopo decenni di relativa pace. Ci spinge a constatare il progressivo deterioramento di enti e organizzazioni sovrastatali come l’ONU, nati proprio per comporre le diatribe tra stati. Un monito potente in un mondo sempre più interconnesso che, paradossalmente, si avvicina pericolosamente all’“apocalisse finale” della disumanizzazione, tanto temuta da Kraus.

Oltre Kraus: una riflessione sul futuro dell’uomo

L’analisi di Cacciari non si ferma però al solo Kraus. Il filosofo contestualizza l’opera in un processo critico più ampio, già avviato nel secolo precedente con le elaborazioni di giganti del pensiero come Nietzsche e Dostoevskij, e degli altri “profeti del XIX secolo”. Un affascinante percorso narrativo e visivo che mette in dialogo queste figure con le tensioni, le paure e i rischi che il mondo sta vivendo nel presente. Un invito a non abbassare la guardia, a interrogarsi sul nostro ruolo e sul futuro di un’umanità che sembra, oggi più che mai, camminare sul filo del rasoio.

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