Signori benvenuti a Casa Pierre Cardin

4 Settembre 2026 15:48
Pierre Cardine negli anni '80 traccia la sua inconfondibile firma (ph. by News service - eBay, Public Domain, via wikimedia)
Pierre Cardine negli anni '80 traccia la sua inconfondibile firma (ph. by News service - eBay, Public Domain, via wikimedia)

Cosa si nasconde dietro le stanze veneziane in cui lavorava Pierre Cardin?

  • La trasformazione di Palazzo Bragadin in una Casa Museo aperta al pubblico.
  • Oltre 350 opere esposte tra creazioni haute couture e oggetti di design.
  • Il legame dello stilista con Venezia a 75 anni dal Ballo del Secolo.
  • I progetti futuri per ospitare e formare giovani talenti.

Palazzo Bragadin, l’edificio situato nel sestiere di Santa Croce dove Pierre Cardin negli anni Ottanta concepiva e realizzava i suoi modelli, cambia veste e diventa ufficialmente un polo museale. L’apertura ufficiale al pubblico è programmata per il 12 settembre, dopo l’inaugurazione del 3 settembre. Il progetto comprende l’esposizione di 130 abiti da sfilata selezionati dall’archivio delle collezioni comprese tra il 1950 e il 2020. A completare il percorso espositivo vi sono arredi, lampade, accessori, copricapi, borse e le sculture utilitarie realizzate negli anni Settanta, per una selezione complessiva di 350 creazioni disposte su una superficie di quasi mille metri quadrati.

Le ragioni della scelta veneziana e il legame con il territorio

La creazione di questo spazio è stata promossa da Rodrigo Basilicati-Cardin, attuale presidente della Maison fondata nel 1950 e nipote dello stilista. Pierre Cardin, nato nel 1922 a Sant’Andrea di Barbarana in provincia di Treviso e trasferitosi in Francia all’età di due anni, ha mantenuto un dialogo costante con l’Italia. La scelta di Venezia risponde a una duplice esigenza: celebrare le origini del fondatore e sfruttare il carattere internazionale della città lagunare. Il calendario dell’evento coincide con il settantacinquesimo anniversario del Ballo del Secolo, la festa organizzata da Charles de Beistegui a Palazzo Labia, per la quale Cardin ideò circa trenta costumi che segnarono l’avvio della sua celebrietà.

Il percorso espositivo e la rotazione dei capi d’archivio

Curata da Andrea Burroni, la mostra non adotta un’impostazione cronologica lineare, ma accosta periodi differenti partendo dal principio che gli abiti debbano essere considerati come forme scultoree. I visitatori troveranno i modelli legati all’estetica space-age degli anni Sessanta, gli abiti con colletto metallico, il bubble dress, giacche in vinile argentato, cappotti a passamontagna e il cappotto plissé in lana rossa risalente al 1952, legato all’inizio delle concessioni di licenza. Il patrimonio complessivo della Maison ammonta a 30.000 abiti, di cui 2.000 da sfilata; questi ultimi saranno mostrati a rotazione annuale all’interno del museo. La conservazione e gli interventi di restauro sono affidati alla signora Renee, collaboratrice storica dello stilista fin dall’età di 14 anni.

Residenze per creativi e prospettive della Maison

All’anteprima hanno preso parte il sindaco di Venezia Simone Venturini e l’ambasciatrice di Francia in Italia Anne-Marie Descotes, evidenziando il valore dell’iniziativa nel quadro dei cambiamenti culturali del territorio e dell’apertura verso le nuove generazioni. Rodrigo Basilicati-Cardin ha indicato l’intenzione di avviare borse di studio, concorsi e residenze trimestrali per giovani creativi internazionali sul modello parigino, oltre a progettare un secondo museo situato in Costa Azzurra. La Maison continua a presentare collezioni alle fashion week di Parigi dal marzo 2023. Per accedere agli spazi di Palazzo Bragadin, le prenotazioni sono aperte dal 13 settembre tramite il portale pierrecardin.com. UUna location iconica anche per i fan di Emily in Paris che si ritroveranno a vivere le atmosfere di un personaggio altrettanto iconico della serie…

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