Siete appena usciti dal cinema dove avete visto l’ultimo film di Woody Allen (Un Giorno di Pioggia a New York) e siete rimasti con un’incredibile voglia di musica jazz? Ci fu un momento magico, negli anni ’60, dove per la prima volta il jazz fece un salto dalle Americhe fino alla nostra Milano. Nomi storici, all’epoca nel pieno della loro attività visitarono l’Italia e riempirono delle loro note fumose e seducenti i teatri più importanti della capitale lombarda. Musicisti come Louis Armstrong, Dizzy Gillespie, Miles Davis, John Coltrane, Thelonious Monk, Ella Fitzgerald, tutti immortalati in una serie di foto imperdibili, alcune scattate in momenti particolari, presentate nella Jazz Icons of the ‘60s, nel poliedrico spazio della Après-coup Arte nel cuore del quartiere Porta Romana a Milano.
L’affascinante eredità presenta una selezione di scatti tratta dalla nuova collezione di stampe digitali in edizione limitata “Jazz Icons” ottenuta partendo dai negativi originali dell’epoca. Quaranta fotografie, ritraggono alcuni tra i più grandi maestri del jazz mentre si esibiscono nei teatri milanesi: parliamo della foto del primo concerto del quartetto di John Coltrane al Teatro dell’Arte di Milano del 1962. I due ritratti di Fitzgerald ed Ellington, ripresi entrambi al Teatro Lirico (l’una nel 1968 e l’altro nel 1966). Ci sono Thelonious Monk sul palco del Teatro dell’Arte di Milano nel 1964 e quei due grandi trombettisti che, pur partiti insieme nel complesso di Charlie Parker, svilupparono stili completamente diversi: Miles Davis e Dizzy Gillespie, fotografati entrambi a Milano (il primo nel 1964 al Teatro dell’Arte e il secondo al Teatro Lirico nel 1966).
Il testimone poetico e discreto di tutte questi immagini di una Milano jazz d’altri tempi è Roberto Polillo, fotografo appassionato, docente universitario e consulente esperto in informatica. Inseritosi della scena musicale milanese grazie all’attività di giornalista e divulgatore e promotore del jazz in Italia del padre Arrigo Polillo, Roberto ha la possibilità di frequentare da vicino i protagonisti musicali e di fotografarli quando meno se l’aspettano, ma sempre in modo sobrio, senza disturbarli nelle loro attività di jamming musicale. “Sono cresciuto con mio padre tra giradischi a tutto volume – ha raccontato il fotografo – e fu proprio lui a incoraggiare la mia passione: la sua rivista aveva bisogno di immagini, così a 16 anni mi regalò una buona macchina fotografica e mi mise al seguito dei musicisti americani in tournée, ritrovandomi a fotografare praticamente ogni icona jazz del Novecento. Stavo sempre con loro ma li inquadravo quando non se ne accorgevano, mimetizzandomi sul palco o nei camerini”.
Da questa grandiosa esperienza nacquero così le immagini che possiamo ammirare ora, ed entrate ormai nell’immaginario collettivo degli appassionati di musica. Si parla anche del celebre e intenso profilo di Coltrane col sigaro mentre aspettava le valigie a Linate “in preda al jet lag”, come ha svelato il fotografo. Non mancano nemmeno Herbie Hanckock e Archie Shepp (entrambi ancora ben attivi) ripresi da Polillo, entrambi a Bergamo, rispettivamente, nel 1972 e nel 1974.
La mostra, visitabile fino al 18 gennaio, è stata pensata anche per celebrare i 100 anni dalla nascita di Arrigo Polillo (Pavullo nel Frignano, 12 luglio 1919 – Milano, 17 luglio 1984) che con il suo lavoro come caporedattore e poi storico direttore della rivista Musica Jazz, ha creato il perfetto substrato per poi far fiore la passione per le foto del figlio. Oltre a centinaia di articoli e saggi, A. Polillo ha scritto vari libri, fra cui la fondamentale opera Il jazz: la vicenda e i protagonisti della musica afro-americana (1975), un grande classico della storia del jazz. La sua attività gli permise di conoscere di persona quasi tutti i principali esponenti del jazz del secolo scorso e di condensare molti aneddoti e ricordi, nel libro Stasera Jazz, (1978).
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