Tutta la magia dell’Isola di Burano del dopoguerra, ritratta nelle pennellate di luce dei suoi pittori ‘ribelli’

19 Dicembre 2019 17:08

L’esposizione ‘Pittura di Luce’ al Museo del Merletto nell’Isola di Burano, è la perfetta occasione per scoprire l’intima natura dell’Isola a inizio ‘900 e nel dopoguerra. L’isola più ‘isola’ della laguna veneziana, nel secolo scorso divenne un incredibile scenario ispiratore per artisti come Gino Rossi, Umberto Moggioli e Pio Semeghini che giunsero in quest’isola lagunare ‘armati’ di tavolozza. Questi artisti crearono opere in cui la natura e gli scorci paesaggistici assunsero una particolare intensità  grazie ad un particolare stile la cui pennellata diventa luce essa stessa. L’atmosfera relativamente ‘distaccata’ di quell’isola contribuì a creare un movimento unico dove gli artisti potevano rifugiarsi per creare una personale forma di rappresentazione dei luoghi di vita quotidiani.

Visitando la mostra si viene catapultati in una Burano d’altri tempi, quando l’armonia e la bellezza popolavano gli stretti canali e le minute case dipinte con colori a calce sbiadendo si univano in morbide tinte pastello. Scene semplici, casalinghe, una quotidianità del passato. Una Burano dunque ben lontana dall’isola che vediamo oggi, dove le stesse case sono state ridipinte a colori forti, talvolta ‘violenti’, perdendo così quell’originaria bellezza che sopravvive solo nelle opere di questi maestri del Primo Novecento. Ammirando le opere si dunque potrà provare e condividere quella stessa sensazione che ha invaso gli artisti in quel periodo mentre vi soggiornavano, consapevoli di essere in un luogo allo stesso tempo protetto, ma proiettato all’infinito.

Tutto nasce da quella voglia di riscrivere le regole: “La sera salpavamo verso Burano beata e là nel crepuscolo incantato finivamo per demolire tutta l’arte decrepita”, evoca nel 1948 Nino Barbantini, primo direttore di Cà Pesaro, la frontiera delle avanguardie artistiche.

Si parte appunto da Gino Rossi con i suoi paesaggi più freddi, spesso dai toni blu e verde scuro, dove anche il blu elettrico sebbene sempre buio si fa letteralmente luce, quasi come un insegna al neon. Ritorna la semplicità quotidiana di Umberto Moggioli, dove due figure femminili rammendano un indumento sull’uscio di casa, letteralmente bagnate dal sole pomeridiano delle sue pennellate lucenti, in una scena davvero confortante, come dovevano sentirsi i pittori nell’Isola. Pio Semeghini si sofferma sui toni rosa e arancio pastello, molto chiari, in netto contrasto con il suo ‘collega’ Gino Rossi.

Nacque dunque una scena artistica ‘l’isola dei ribelli’ che, dopo il secondo conflitto mondiale, trasportò Burano nel centro di un importante dibattito sull’arte moderna. Venne istituito il suo ‘Premio di Pittura’ nella sua prima edizione del 1946, che dopo le sue prima 4 storiche edizioni, si rinnovò nel tempo riapparendo negli anni sessanta, settanta e novanta. Dal 2000 la memoria del ‘Premio Burano’ è tenuta viva dalla manifestazione artistica ‘Invito al colore’, un omaggio a questa isola unica e meravigliosa. La mostra visitabile fino all’8 gennaio 2020, presenta le opere della collezione della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ca’ Pesaro.

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