Come può il cinema raccontare una vicenda che ci ha straziato?
- La presentazione del film alla Festa del Cinema di Roma.
- L’origine del progetto cinematografico legato al libro del papà di Giulia, Gino Cecchettin.
Una delle vicende che ha maggiormente segnato la storia recente italiana arriva sul grande schermo. Il film intitolato “Se domani non torno”, diretto dalla regista Paola Randi, sarà presentato in anteprima il 23 ottobre nel contesto della Festa del Cinema di Roma e della sezione autonoma Alice nella città. L’opera cinematografica affronta la drammatica storia del femminicidio di Giulia Cecchettin, offrendo una narrazione che punta a riflettere sull’impatto che l’evento ha avuto sull’opinione pubblica.
Dalla pagina scritta al grande schermo
La base del lungometraggio è “Cara Giulia”, il volume pubblicato da Rizzoli e firmato da Gino Cecchettin, padre della ragazza, insieme allo scrittore Marco Franzoso. L’obiettivo dell’adattamento è quello di superare il semplice racconto della cronaca per mettere in luce il significato profondo di una vicenda personale diventata di dominio pubblico. L’opera intende restituire il valore di una testimonianza capace di innescare un confronto pubblico e continuativo su temi cruciali quali la violenza di genere, l’educazione delle nuove generazioni e la responsabilità collettiva.
La regia e il cast
La regia del lungometraggio è stata affidata a Paola Randi, che ha lavorato anche alla stesura della sceneggiatura insieme a Lisa Nur Sultan. Per dare vita ai personaggi della storia, la produzione ha coinvolto Filippo Timi, Tecla Bossi, Sabrina Martina, Tommaso Allione, Linda Caridi ed Elisabetta De Palo, chiamati a rappresentare una narrazione molto delicata. La pellicola “Se domani non torno dopo l’anteprima romana del 23 ottobre, sarà distribuita ufficialmente nei cinema italiani a partire da giovedì 5 novembre.
La storia
Una famiglia come tante, che potrebbe essere la nostra. Gino Cecchettin e i suoi figli: il più piccolo Davide al liceo, la grande Elena che è all’estero a studiare e Giulia che sta per laurearsi. Ma l’11 novembre 2023 Giulia scompare e niente è più come prima. Inizia un incubo che non credevano potesse accadere a loro. Questa è la storia di un’assenza gigantesca e di come una famiglia veneta, come tante, come tante trova la forza di trasformare un inimmaginabile dolore privato in un grido collettivo d’impegno per il cambiamento. Perché storie come questa non debbano più essere raccontate.
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