Cosa definisce oggi il valore del fatto a mano in Italia?
- Il ritorno della kermesse all’Arsenale di Venezia con oltre 160 espositori
- I mestieri d’arte tra vetro muranese, alta sartoria e restauro motoristico
- Le dimostrazioni dal vivo, la sostenibilità certificata e i progetti formativi
Dal 1° al 4 ottobre 2026, gli spazi storici dell’Arsenale di Venezia tornano ad animarsi in occasione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano. L’iniziativa, giunta alla sua quarta edizione, è promossa dal Comune di Venezia e organizzata da Vela Spa. All’interno delle Tese delle Nappe e delle Tese di San Cristoforo (dalla 89 alla 93 e dalla 98 alla 100), il pubblico potrà scoprire il lavoro di 163 espositori selezionati: quaranta sono le botteghe veneziane. Nella Tesa 113 troveranno spazio i progetti di MUVE Academy, curati dalla Fondazione Musei Civici di Venezia insieme a istituti scolastici e culturali, per favorire il passaggio generazionale delle competenze.
I protagonisti e la varietà delle lavorazioni
La manifestazione copre un ventaglio eterogeneo di discipline: dalla ceramica all’oreficeria, passando per liuteria, lavorazione dei metalli, arredo, tessitura e restauro conservativo. Il percorso accoglie realtà provenienti da diverse regioni della penisola. Tra le novità figurano Pitti Mosaici da Firenze e Ceramiche Sun Light di Enna, insieme alle proposte d’arredo di Cube3 (Padova) e Riva Industria Mobili (Cantù). Il settore metalli vede la presenza del vicentino Laboratorio Forgia, mentre AC Motorsport porta il restauro di auto storiche collegate alla tradizione di Michelotto. Spazio anche all’intaglio del legno con Il Nido del Picchio (Gorizia), alla calzatura con Truman’s of Europe, ai profumi evocativi di Zanini da Prato e al design tessile con Franca Bragagnolo e Diamantina Palacios. Non mancano gli atelier lagunari come Tenda Arredo, Riviera Art e Gondolina Shoes.
Dalle perle UNESCO alle tecniche del fuoco
Il programma include oltre cento dimostrazioni dal vivo in cui osservare la manualità dei maestri. Grande rilievo è riservato all’arte del vetro con fornaci come 4Glass Murano e alla creazione delle perle veneziane, riconosciute come Patrimonio Immateriale dall’UNESCO, mostrate dalle impiraresse e dagli specialisti del lume. Nel settore orafo presenziano realtà come Montaldo Gioielli e Andrea Zecchin con monili su misura. La ceramica sperimenta soluzioni differenti: AleArtCeramics usa impronte botaniche e lustri, Stefania Zoppellaro modella elementi secondo la tecnica Raku, mentre Nevenka Martinello adotta cotture alternative quali il Saggar Firing. Per il comparto lapideo, Akros applica l’acquaforte al marmo e Armonia Marble lavora la pietra naturale per l’arredo d’interni e navale.
Sostenibilità e certificazioni della rassegna
Molti degli interventi esposti integrano criteri di riuso: si va dal recupero del legno delle briccole lagunari all’impiego di scampoli d’archivio per accessori, fino a smalti da laboratorio a ridotto impatto. L’evento ha ottenuto la certificazione ISO 20121:2024 per la gestione sostenibile e la qualifica di fiera di rilevanza nazionale dalla Regione Veneto. La comunicazione rientra nel piano del Ministero del Turismo sui flussi sostenibili per i siti UNESCO, supportata da partner istituzionali e privati come Fondazione Musei Civici, Intesa Sanpaolo e Generali Italia.
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