Come si racconta la rinascita dopo essere sopravvissuti a un attacco violento?
- Il documentario Knife ricostruisce l’aggressione subita da Salman Rushdie nel 2022.
- Il film imperniato sul video diario della moglie sul percorso di guarigione e riabilitazione.
- Le riflessioni dell’autore a Pordenonelegge su libertà di espressione, politica e futuro.
“Credo che questo sia un buon film, Alex Gibney è uno dei migliori registi documentaristi del nostro tempo, non a caso è vincitore di un premio Oscar. Ha adottato un approccio molto sensibile, la colonna portante del film è il video diario girato da mia moglie – la poetessa e fotografa Rachel Eliza Griffiths – che per un anno ha ripreso noi due mentre cercavamo di affrontare la tragedia che ci è capitata, di curare a poco a poco le ferite, fino alla guarigione e al completo ristabilimento. Certo per me sarà dura vederlo, ma spero che per il resto del pubblico possa essere una visione interessante”. Il racconto è di Salman Rushdie che oggi ha inaugurato, di fatto, la nuova edizione di Pordenonelegge, al quale è stata attribuita l’Onorificenza di Ambassador of Freedom. Lo scrittore, celebre per i suoi Versi Satanici e la fatwa che ne è conseguita, è il protagonista, nonché voce narrante, di Knife, il documentario di Alex Gibney che affronta l’attentato del 2022 che gli ha quasi tolto la vita. Un terribile accoltellamento ad opera di un 24enne fanatico dove lo scrittore ha perso un occhio e l’uso di una mano. Il regista è lo stesso che ha presentatao a Venezia 83 il film su Elon Musk (Musk)
lo scrittore: do molta importanza al tempo “extra” che mi è stato concesso
Relativamente alla sua vicenda personale, Rushdie ha ricordato di aver scritto i Versi satanici come suo quarto romanzo e quinto libro pubblicato: «Ad oggi – ha spiegato – sono arrivato a quota 23, quindi la maggior parte della mia produzione letteraria è successiva a quanto accaduto, e alla fatwa. Per 25 anni ho pensato di poter condurre una vita ordinaria, la mia vita di scrittore. Poi, nel 2022, si è verificato l’attentato, che considero tuttora un fatto isolato e non l’inizio di una nuova fase di minaccia. Mi sono sentito fortunato ad essere sopravvissuto, oggi do molta importanza al tempo “extra” che mi è stato concesso su questa terra e cerco di usarlo per le cose veramente importanti. L’Islam radicale esiste, ed esiste un regime sanguinario in Iran: ma non trovo giusta la guerra promossa, non porterà al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione iraniana. Si tratta di un conflitto controproducente, il regime iraniano ne uscirà più forte».
Trump? Con le elezioni di mid-term forse le cose cambieranno
E sul presidente americano? «Trump? Non ha – spiega – il senso dell’umorismo, direi. E tutto quello che dice è il contrario della verità, anche a proposito di AI. La libertà di espressione? Gli scrittori sono persone ostinate, vedrete che riusciremo a dire quello che vogliamo. Spero che la verità non diventi una questione di appartenenza, noi scrittori cerchiamo di fare del nostro meglio. Trump, tuttavia, è una minaccia non solo sul fronte della libertà di espressione: ma siamo a 50 giorni dalle elezioni di Mid-term e forse le cose cambieranno». E l’Italia, e Pordenone? «Mi sto divertendo molto a Pordenonelegge – sorride Rushdie – è davvero piacevole stare qui”.
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