Piano Marshall tra storia e leggenda. Ecco cosa fu per l’Italia

28 Maggio 2020 12:00
Piano Marshall Italia
Piano Marshall

Si è parlato tanto di Piano Marshall per l’Italia, specialmente in quest’ultimo periodo di lockdown lavorativo. In realtà un Piano Marshall viene evocato molto spesso, in concomitanza con periodi di crisi, quando il mondo lavorativo e le imprese subiscono un contraccolpo negativo. E il famoso PIL rischia di abbassarsi sempre di più e di rimanere prossimo allo zero.

Purtroppo in questo periodo la previsione del Pil si attesta ben più che sotto lo zero. Le previsioni per l’intero 2020 oscillano tra il -8% del recente Documento di Economia e Finanza e il -9,5% stimato dalla Commissione Europea. Solamente nel triennio 1943-1945, si videro numeri così bassi e rispettivamente del 15,2%, 19,3% e del 10,3%.

Di fronte a tale scenario, non solo italiano ma anche europeo, gli Stati Uniti presero la decisione di varare un piano di aiuti finanziari che poi, per convenzione storiografica, sarebbe stato noto come “Piano Marshall”. Ovvero il sogno di ogni governo, di ogni cittadino. Una iniezione di denaro che favorisca gli scambi, il lavoro, l’acquisto di beni di prima necessità. Possibilmente a interessi zero, questa è la chiave di tutto.

Nello scenario post bellico il Piano Marshall fu senza dubbio un fattore determinante. Si trattò di circa 1204 milioni di dollari per quanto riguarda l’Italia, spalmati in tre anni. Durante tale lasso di tempo la ripresa si fece sentire, anche se non immediatamente. Si trattò di una commistione di fattori. Innanzitutto la ripresa era già visibile, complice il fatto che Banca D’Italia attuò una particolare strategia che stabilizzò la moneta, rendendo la Lira una delle monete più stabili. Nel 1959 infatti il Financial Times assegnò alla Lira il Premio Oscar della monete.

Grazie alla stabilità della moneta, assieme alla domanda di beni e servizi che si configurò dopo la guerra per ricostruire letteralmente un paese, gli aiuti del Piano Marshall furono dunque decisivi. Rimane sempre la fatidica domanda: un nuovo Piano Marshall sarebbe in grado di riprodurre quell’incredibile miracolo allo stesso modo?

Molte le voci negative, tanto che si invoca sempre ma non lo si vede mai comparire. Molte cose sono cambiate nel frattempo. Chi dovrebbe essere il soggetto che elargisce tale quantità di denaro? Ora in Europa la responsabile univoca della circolazione dei biglietti chiamati Euro è la BCE, ed è già molto quando il governatore di turno riesce ad azzerare il tasso di interesse. Che ritorna ad essere sempre il nocciolo della questione.

Inoltre dagli anni ’90 in poi, l’Europa ha dovuto fare i conti con un mercato orientale sempre più competitivo. E’ per questo che si è tentata la famosa Unione Europea sotto un’unica moneta. Dobbiamo ricordare infatti che negli anni ‘60 e ‘70 l’Italia produceva talmente tanto che le esportazioni raggiungevano livelli altissimi. Basta ancora oggi visionare qualche vecchio film tedesco per vedere automobili FIAT o elettrodomestici italiani in uso nella quotidianità straniera.

Tutto sommato, per chi scrive, non c’è una vera ragione per non pensarci ancora e prevedere di attuare un nuovo Piano Marshall, poiché non si può sottovalutare l’influsso emotivo positivo che questo genererebbe nella popolazione.

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