L’orologio della stazione di Bologna segna sempre e solo le 10.25. Ma cosa rappresenta veramente quel tempo fermo?
- La memoria di un momento drammatico.
- Il simbolo di una ferita ancora aperta.
- Il ricordo delle 85 vittime e dei 200 feriti.
- L’impegno per non dimenticare. Ed una scelta grafica efficace
Il 2 agosto 1980, la stazione di Bologna fu teatro di uno degli atti terroristici più gravi della storia italiana. Una bomba esplose nella sala d’aspetto causando la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200. Un evento che ha lasciato un segno indelebile non solo nella città, ma nell’intera nazione. Ogni anno, in questa data, si rinnova il ricordo di quel tragico giorno. Quest’anno – come sempre – il Comune di Bologna ricorda la strage con una grafica dal design contemporaneo e molto efficace: 10.25 nessuna coincidenza.

Il tempo fermo per la memoria
Per chiunque transiti oggi per la stazione di Bologna, un dettaglio cattura l’attenzione: l’orologio posto sulla facciata principale, é fermo da – quasi – 46 anni sulle 10.25. Non è un guasto, ma una scelta. Quell’ora rappresenta il momento esatto in cui la deflagrazione interruppe non solo lo scandire del tempo di quelle lancette, ma anche quello di decine di vite. La decisione di mantenere l’orologio fermo in quel punto è da sempre un atto simbolico forte, un monito costante e visibile a tutti, affinché la memoria di ciò che accadde non si affievolisca mai.
La storia di quell’orologio è significativa. Inizialmente, dopo l’attentato, fu riparato dalle Fs poco dopo la strage, con la ricostruzione della stazione. Poi quando nel 1995 si ruppe – 15 anni dopo la strage – si decise di lasciarlo fisso sulle 10.25. Trenitalia, alcuni anni dopo – nel 2001 – decise di sistemare l’ormai storico segnatempo. Tuttavia, la volontà popolare e l’esigenza di preservare un simbolo così potente del ricordo della strage portarono alla richiesta di fermarlo nuovamente, lasciandolo bloccato per sempre sull’ora della tragedia.
Una cicatrice visibile
Oltre all’orologio, la stazione di Bologna custodisce altri segni tangibili di quel 2 agosto. All’interno della sala d’aspetto, dove la bomba esplose, una lapide commemorativa sovrasta una grande “cicatrice” sul pavimento. Non si tratta di una semplice rottura, ma di una ferita intenzionalmente mantenuta, un’apertura colmata col cemento che rievoca la forza distruttiva dell’esplosione.
L’impegno della memoria
Il Comune di Bologna, attraverso iniziative e comunicazioni come quella nella foto, continua a mantenere viva l’attenzione sull’anniversario della strage ribadendo, anche con una grafica forte nel suo design, la condanna di ogni forma di violenza e terrorismo.
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