L’Italia si anima con mostre d’arte imperdibili, volete qualche consiglio?

27 Giugno 2026 14:17
L'Italia si anima con mostre d'arte imperdibil, volete qualche consiglio?
Unsplash / Bjorn Snelders

Pronti a tuffarvi in un’estate di cultura e bellezza?

  • Un viaggio tra capolavori antichi e contemporanei.
  • Fotografia, pittura, scultura e arte digitale.
  • Mostre diffuse in tutta Italia, dal nord al sud.

L’estate 2026 si preannuncia ricca di appuntamenti per gli amanti dell’arte in Italia. Da nord a sud, musei e gallerie hanno allestito un calendario di mostre che spaziano dalla fotografia all’arte antica e moderna, passando per la stampa giapponese e le installazioni contemporanee. Un’occasione per esplorare nuove prospettive artistiche e riscoprire grandi maestri, con eventi pensati per un pubblico ampio e variegato.

Grandi nomi e retrospettive

Tra le proposte più attese, spicca a Como la mostra dedicata a William Turner, con opere provenienti direttamente dalla Tate di Londra. L’esposizione, allestita al Palazzo del Broletto e alla Pinacoteca Civica, si concentra sui paesaggi italiani, in particolare quelli di Como e del suo territorio, attraverso acquerelli e dipinti del celebre pittore romantico inglese, offrendo una visione approfondita del suo legame con il Bel Paese.

A Cortona, città natale di Gino Severini, il MAEC celebra uno dei protagonisti del Futurismo e dell’arte del Novecento con una grande mostra internazionale. A sessant’anni dalla sua scomparsa, l’esposizione “Modernità come dialogo” esplora il ruolo di mediatore di Severini tra Italia e Francia, tradizione e innovazione, avanguardia e classicità, arte moderna e spiritualità, mettendo in luce la complessità della sua figura artistica.

A Rovereto, il Mart propone la più ampia retrospettiva mai dedicata ad Anselmo Bucci, pittore, incisore e scrittore, figura complessa e indipendente del XX secolo. Oltre 150 opere ripercorrono la sua carriera e i suoi legami, compreso il rapporto con il gruppo di Novecento Italiano, di cui fu fondatore e poi critico, offrendo uno spaccato della sua produzione tra Milano e Parigi.

Fotografia e visioni contemporanee

Il Centro Italiano per la Fotografia (CAMERA) di Torino inaugura la direzione artistica di François Hébel con due mostre di rilievo. La prima è una “Retrospettiva” dedicata a Harry Gruyaert, maestro belga del colore, la sua prima grande esposizione in Italia. Nella Project Room, invece, è allestita un’originale mostra di Werner Jeker, grafico svizzero che lavora con la fotografia, unendo immagine e tipografia.

A Matera, i Musei Nazionali ospitano “Mimmo Jodice. Mediterraneo”, una mostra curata da Carlo Sala. L’esposizione offre uno sguardo contemporaneo sull’antico, con immagini potenti che restituiscono e rinnovano l’aura di opere e monumenti di un Mediterraneo perduto, frutto di un’arte fotografica trasformativa. La mostra, dopo Matera, approderà al Centre d’Art Moderne di Tétouan in Marocco.

La Fondazione MAST di Bologna presenta “Bernd & Hilla Becher. History of a Method”, un’ampia retrospettiva dedicata alla coppia di artisti tedeschi, figure centrali nella storia della fotografia del Novecento. L’esposizione, curata da Gabriele Conrath-Scholl, Max Becher e Urs Stahel, mostra per la prima volta in Europa la ricchezza e l’ampiezza tematica del loro lavoro, con oltre 350 fotografie originali in bianco e nero e materiali di approfondimento.

Dall’Oriente all’arte Pop

Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino propone “Paesaggi da sogno / Dreamscapes”, una mostra dedicata alla celebre serie “Le 53 stazioni della Tōkaidō” di Utagawa Hiroshige, capolavoro dell’arte giapponese dell’Ottocento. Il percorso espositivo, con una selezione di 36 stampe, mira a restituire la dimensione immersiva di quel mondo fluttuante, ampliando lo sguardo alla cultura materiale del Giappone tra il XVIII e il XIX secolo.

A Palermo, il Museo Riso ospita “La forma consumata. Arman, Rotella, Warhol”, un confronto inedito tra Andy Warhol, Arman e Mimmo Rotella. La mostra mette in dialogo la Pop Art americana e il Nouveau Réalisme, offrendo una lettura attuale sul destino dell’oggetto e dell’icona nella cultura visiva contemporanea, e riflettendo sul consumo dell’immagine nella società contemporanea attraverso linguaggi autonomi di tre figure centrali del secondo Novecento.

Venezia, in concomitanza con la Biennale Arte, offre diverse opportunità. A Ca’ Pesaro, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna presenta la prima ampia esposizione in città di Jenny Saville, una delle pittrici più importanti del nostro tempo, documentandone lo sviluppo dagli esordi negli anni Novanta ad oggi. La Fondazione Prada, a Ca’ Corner Della Regina, propone “Helter Skelter”, che mette in relazione le opere di Arthur Jafa e Richard Prince, due artisti americani che esplorano la cultura popolare americana, le sue crudezze e i suoi miti, offrendo topografie specifiche degli Stati Uniti.

Omaggi e nuove prospettive

Nel decennale della morte di Umberto Eco, Roma celebra il grande intellettuale con la mostra “Umberto Eco e il nome delle cose” a Palazzo Firenze. Il progetto ripercorre la sua biografia intellettuale, esponendo tavole originali di Milo Manara, elementi della scenografia de “Il nome della rosa” di Jean-Jacques Annaud, e testimonianze del Gruppo 63 e delle collaborazioni di Eco.

A Roma, il MAXXI dedica un secondo capitolo al progetto su Andrea Pazienza, in occasione del settantesimo anniversario della nascita, con la mostra “Non sempre si muore”. L’esposizione, dopo L’Aquila, continua a esplorare l’eredità di Pazienza attraverso i suoi capolavori e opere inedite, riflettendo sulla sua capacità di vivere nei suoi lavori che non tramontano.

La Fondazione Pino Pascali a Polignano a Mare omaggia Vincenzo Agnetti, vincitore del III Premio Nazionale Pino Pascali nel 1972, in occasione del centenario della sua nascita. L’esposizione “Vincenzo Agnetti – Mostra Premio Pascali 1973” offre una ricostruzione filologica e una rievocazione contestuale e ambientale del suo lavoro.

La Fondazione Biscozzi – Rimbaud a Lecce presenta “Gianni Bertini. Storia di un uomo senza storia”, dedicata a uno degli artisti più originali e autorevoli che, operando tra Italia e Francia, fu precursore della trasformazione culturale europea nel secondo Dopoguerra. La mostra, con oltre 40 opere e una selezione di libri d’artista, si concentra sulla sua produzione tra il 1946 e gli anni Settanta, in particolare sull’elaborazione della Mec-Art.

Infine, nel Cadore, il 450° anniversario della morte di Tiziano è celebrato con l'”Estate Tizianesca”, un programma che intreccia linguaggi diversi per raccontare il patrimonio culturale legato al Maestro. Il culmine sarà una grande mostra al Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, che invita il pubblico a riscoprire il legame profondo tra Tiziano e la sua terra.

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