Il mare è sinonimo di infinito, è un luogo di gioia nel periodo estivo ma può anche diventare un luogo che induce a riflessioni e pensieri profondi, a tratti malinconici.
Il mare ha molti volti. Può unire e darci l’idea di essere connessi con tutti i Paesi del mondo ma può anche dividere e da questa prospettiva può divenire un luogo temuto o addirittura odiato.
I libri che vi consigliamo questa settimana parlano del mare, da diverse prospettive.
Margaret Mazzantini
“Mare al mattino”
C’è un tratto di mare che è ponte e confine tra due Paesi. Farid lo vede per la prima volta la notte che fugge dalla sua casa ai confini del deserto, lasciandosi alle spalle la gazzella che mangiava dalle sue mani. Vito, dalla Sicilia, guarda quello stesso mare come una discarica di avanzi e di barche mai arrivate. Ne raccoglie le grida, ne conserva le tracce. Sono pezzi di memoria: la sua, quella di Farid e di tutti quelli che saranno i suoi e i nostri figli.
E poi ci sono le madri. Angelina, che di quel mare ha lo stesso sguardo liquido, la stessa calma, e dentro la tempesta. E Jamila, che spera di veder morire suo figlio prima di lei per non lasciarlo morire da solo. C’è tutta la gente che ha sognato «una terra facile, senza armi. Una benedizione. Non sapeva che fosse senza fine, che gridasse da tutte le parti».
Dagli italiani spinti in Africa dal fascismo alla cacciata dei Tripolini nel 1970, fino alle migrazioni imposte da una guerra ancora in corso, Margaret Mazzantini dà voce a chi è sempre costretto a lasciare, perdere, rinunciare, a volte in cambio di niente. Una favola viva e pulsante, capace di trasformare il dolore in letteratura.
EDITORE: Mondadori
PREZZO: 12 euro
PAGINE: 126
ISBN: 9788804689058
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