L’eredità artistica di Lady Florence Phillips: l’eclettica collezione dal Sudafrica a palazzo Sarcinelli

16 Dicembre 2019 17:00

Chi è Lady Florence Phillips e come è nata la collezione di opere oggi esposta a Conegliano in provincia di Treviso? Quella che scopriremo oggi non è una semplice esposizione di opere selezionate tra i più importanti capolavori pittorici degli ultimi due secoli: è il sogno artistico di un’appassionata collezionista, che dagli inizi del ‘900 continua ad essere tramandato per noi. Dai capolavori dell’Ottocento inglese, passando per i maestri dell’Impressionismo, fino ai movimenti artistici rivoluzionari del Novecento, il palazzo Sarcinelli a Conegliano ospita una collezione le cui nobili origini sono degne della nostra ammirazione. Si tratta del notevole lascito di Lady Florence Phillips, che grazie ai suoi prestigiosi contatti, riuscì ad acquisire capolavori immortali di celebri artisti europei tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del secolo successivo.

Fino a febbraio 2020, si potranno così ammirare opere realizzate dai principali protagonisti della scena artistica internazionale del XIX e del XX secolo come Turner, Rossetti, Courbet, Monet, Cézanne, Warhol e molti altri. Sessanta opere, dipinte dai più grandi artisti tra ‘800 e ‘900, hanno preso il volo per ben 11.000 chilometri dal museo di Johannesburg, (loro residenza abituale, per cui approfittiamone!) fino a raggiungere la città di Conegliano. In aggiunta, un focus che apre il percorso espositivo, dedicato ad artisti sudafricani come William Kentridge, classe 1955, artista eclettico interessato a indagare con l’arte le questioni politiche e sociali del suo paese, testimone bianco dei crimini dell’apartheid.

Ma conosciamo meglio l’origine di questa collezione. L’affascinante storia della Johannesburg Art Gallery, inizia quando Lady Florence,  moglie del magnate dell’industria mineraria Sir Lionel Phillips e donna dal grande fascino, iniziò la sua attività da collezionista si convinse dell’idea che la città di Johannesburg dove soggiornava in quel periodo, dovesse avere uno suo museo d’arte. Quello che aveva in mente la Phillips, era fondare un museo pubblico nel Sudafrica, con il nobile intento che potesse essere uno strumento di inclusione e pace sociale ed allo stesso tempo una galleria di livello internazionale in grado di competere con i migliori musei europei.

Una visione davvero rivoluzionaria e piena di merito la sua, che possiamo immaginare di difficile realizzazione e comprensione, vista l’epoca. Tuttavia Lady Florence si appoggiò a all’esperto d’arte e mercante anglo-irlandese Sir Hugh Percy Lane, grande conoscitore della scena inglese e francese – che nominò direttore della galleria nel 1910 – e coinvolge nel progetto amici facoltosi ed altri collezionisti. Per riuscire nel suo intento Florence vende i suoi gioielli, tra i quali anche un diamante azzurro, dono del marito Sir Lionel Phillips, finanziere e magnate dell’industria mineraria.

Imperdibile proprio per l’eclettismo e l’intento, Dagli Impressionisti a Picasso (così è intitolata la mostra) è visitabile fino al 2 febbraio 2020 e ci permette di viaggiare in lungo e largo tra le immense distese dell’arte, nel tempo e nello spazio, riflettendo anche sull’impresa filantropica che Lady Florence ha portato a termine.

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