Catturare quanti più tramonti possibile con il nostro smartphone ultimamente è diventato il nostro sport preferito – e non c’è assolutamente niente di male in questo, vista la loro bellezza – ma c’è chi ha raddoppiato la posta: ha catturato 30 momenti unici ed imperdibili nel cielo della nostra Capitale Italiana. In Carpe Sidera. La meraviglia del cielo sulla bellezza di Roma si possono ammirare 30 eventi tra eclissi lunari, lune piene, falci di luna ed il pianeta Venere, tutti ambientati nella Capitale. Prendiamoci qualche momento per ammirare le stelle e le luci in questa grande storica e frenetica città: se durante la nostra giornata è sempre meno scontato, la mostra ospitata nel Museo Civico di Zoologia ce ne da ampia opportunità.
Lo splendore sopra in nostri occhi lo osserviamo nella foto di una ‘Superluna’ che incombe sull’Altare della Patria (chi se la ricorda? Il 13 dicembre 2016) in uno sfondo viola porpora che ricorda più gli ambienti orientali che non la nostra Italia. Che dire dell’immagine delle tre lune dell’eclissi del 27 luglio 2018 – che è stata la più lunga del 21° Secolo – accanto al Colosseo. La triplice luna è stata composta in modo da mostrare la sequenza in cui si materializza la dimensione dell’ombra terrestre. (Deve essere così che se l’è immaginata il compositore Mike Oldfield quando ha pensato al titolo del suo album chillout ‘Tres Lunas’).
La costellazione di Orione invece, che nella sua composizione a minuscoli puntini sorge alla spalle del Palazzo Senatorio, fa venire in mente le ultime parole di Rutger Hauer nel monologo in Blade Runner. Nella fotografia, si riconosce la leggendaria cintura del Cacciatore, tracciata da tre stelle brillanti, appena a sinistra della torre campanaria. Si osservano anche le altre sue stelle Betelgeuse, Rigel e Bellatrix. Altri scatti ritraggono il pianeta Venere accanto alla Basilica di San Pietro, la luna sull’Anfiteatro Flavio, luna piena sul Colosseo, Mercurio illuminato dalla luna, il satellite Iridium 10 che brilla sul Tevere, una falce di luna sul Cupolone.
Tutte le fotografie sono caratterizzate dal quel spettacolare accoppiamento di colori che è il ciano-arancio, un binomio difficilissimo da ottenere in modo artigianale per un fotografo del cinema ma che il cielo ci offre molto spesso ma che bisogna saper catturare. Cosa che ha fatto in modo esemplare l’astrofisico e fotografo Gianluca Masi, astronomo del Planetario di Roma Capitale, con l’intento di avvicinare le meraviglie del cielo e il fascino monumentale della Città Eterna: “frammenti di bellezza, raccolti vicino a quella linea di confine che è l’orizzonte, dove il cielo e l’Urbe si incontrano da migliaia di anni.”
Tutte le foto sono realizzate in doppia versione: quella originale e quella mappata, in cui sono segnate precisamente tutti i nomi delle costellazioni e i vari movimenti dei satelliti. L’esposizione è visitabile nella Sala della Balena fino al 23 febbraio 2020 e su prenotazione sono previsti alcuni incontri tenuti da Gianluca Masi stesso sulla fotografia notturna e sui fenomeni osservati e immortalati nelle fotografie. Promossa da Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
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