Ecco Davide Oldani a sorpresa impegnato a cucinare, tra fornelli e ragazzi, in una scuola del trevigiano. Siamo all’Istituto Alfredo Beltrame di Vittorio Veneto che si presenta come il più “Bravo d’Italia” dopo aver vinto una gara Nazionale distinguendosi nelle categorie cucina, sala e vendita e accoglienza turistica. E siamo anche nella terra della Latteria Soligo che seguendo il mantra dello chef di Cornaredo – la cucina Pop – ha messo letteralmente sul piatto gli ingredienti di una masterclass interessante che è sfociata in un risotto con Casatella Soligo DOP, Asparagi bianchi e polvere di liquirizia. Eravamo li. E abbiamo testato con piacere.
LA CUNCINA CONDIVISA CON GORDON RAMSEY
“Non vi dico a che ora arrivavamo, io e Gordon (Ramsey), quando eravamo ‘aiuto cuoco’ in questo tristellato ma si cominciava molto presto e si finiva molto tardi”. E il giorno dopo si ripartiva, Ancora e ancora. Il locale è la Gavroche di Londra, tristellato storico, quasi epico, che ha chiuso lo scorso anno e che proprio la star di Hell Kichen potrebbe riaprire, (lo scrive anche qui Dissapore). Ma torniamo a noi… L’elogio alla passione e al lavorare tanto è in questa parole di chef Oldani. C’è poco da girarci attorno. Se vuoi mettere in pista un grande progetto devi lavorarci sopra. E anche tanto. Studenti avvisati.

“Ritengo sia importante vivere l’ambiente della scuola e lo faccio più per il piacere di ciò che ricevo che di quello che do. I ragazzi sono il futuro” ricorda Oldani che ha anche sottolineato come il caso, da calciatore infortunato – quello era il mio piano A, volevo fare il calciatore – lo ha portato nella cucina di un certo Gualtiero Marchesi. Per poi dopo approdare in molti altri locali pluristellati.
RAGAZZI CHE VANNO E CHE TORNANO
Lo chef ha avviato un progetto nella sua cucina che tende a favorire la migrazione della sua brigata: “ci sono dei ragazzi che sono stati via alcuni anni, si sono formati ulteriormente, e adesso sono tornati”. Non ha senso “che resti sempre qui a fare il riso come lo faccio io, la carne come la faccio io” meglio se per un periodo metti il naso fuori della porta, il concetto. Poi alcuni sono tornati, altri sono andati…

“Oggi, oltre alla qualità del prodotto e alla tecnica, è importante la sostenibilità umana, il rispetto e il prendersi cura delle persone. La cosa più bella è quando i miei ragazzi, dopo aver fatto esperienze in giro per il mondo anche per anni, decidono di tornare a lavorare con me. Ciò che mi sprona sempre è, infatti, la possibilità di parlare ai giovani”.
FAR SUCCEDERE E AVERE SUCCESO SONO DUE COSE DIVERSE
Non facciamo ci ingannare dalla tv e dai tanti spettacoli: serve una base e capacità. Far succedere le cose e fare successo sono faccende diverse, forse succedanee l’una all’altra: “come dico sempre, io sono uno che fa succedere le cose, non che fa successo. Se desideri, se vuoi fare succedere delle cose, ti impegni per raggiungere il risultato; sarà poi la gente a parlare o meno del tuo successo. Etica e coerenza sono alla base della mia vita, in qualsiasi ambito, dal rapporto con i miei ragazzi in cucina a quello con i fornitori, che sono fondamentali per una cucina di qualità”.
Intanto a San Pietro all’Olmo, frazione di Cornaredo, dove Oldani è nato da famiglia di non ristoratori, la piazza è tutta firmata D’O: c’è il ristorante, c’è il nuovo locale che si chiama Olmo e anche un forno dove si lavorano farine ricercate. “In passato non andavo mai in piazza a San Pietro – il primo D’O era a pochi passi – perchè non era poi messa così bene” spiega lo Chef poi la possibilità di acquistare un immobile (e quindi non stare più in affitto) ha portato la primo passo.
UN CLIENTE SPECIALE
Tra i clienti del D’O anche Lorenzo Brugnera, presidente Latteria Soligo: “nel mio percorso ho avuto il piacere di conoscere Davide Oldani con il quale è nata anche una bella amicizia, grazie alla quale abbiamo realizzato questo progetto. Quello che vogliamo dimostrare oggi ai ragazzi è che con la volontà e la passione si possono raggiungere grandi traguardi, come quello di essere bravi nel proprio lavoro. Si parla molto del fatto che in tante professioni non ci siano nuove leve, ma è fondamentale coinvolgere i giovani, farli diventare partecipi di ciò che succede intorno a loro, dobbiamo riuscirci per dare un futuro al nostro territorio”.
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