Doppio appuntamento sabato 29 settembre al Teatro alle Tese per il 62. Festival Internazionale di Musica Contemporanea intitolato Crossing the Atlantic: con Florentin Ginot al contrabbasso (ore 16.30) e, a seguire, con il Parco della Musica Contemporanea Ensemble guidato da Tonino Battista per un omaggio a Elliott Carter, un altro grande americano dopo l’inaugurazione con il capolavoro di Frank Zappa, The Yellow Shark. Il concerto dedicato a Carter verrà trasmesso in diretta su Rai Radio 3.
É una nuova generazione di solisti, interpreti e performer a cambiare l’idea di concerto, che diventa sempre più una creazione scenica, con una regia che dà una visione d’insieme, ambienti sonori scenografici e installazioni immersive che trasformano l’architettura del luogo in cui avviene la performance e di conseguenza anche l’ascolto della musica. Così il primo dei tre concerti dedicati al contrabbasso si intitola Not Here ed è concepito dal ventiquattrenne francese Florentin Ginot come un “concerto scenografico in situ”: quattro contrabbassi diversi trovano spazio ai quattro lati della scena, uno per ogni brano, esplorando tutta la gamma sonora di questo strumento – dalla chiarezza armonica di un piccolo contrabbasso del 1850 agli accenti gravi del contrabbasso tedesco a cinque corde – mentre quattro moduli di vetro integrano giochi di luce e ombra cui si aggiungono dispositivi di spazializzazione del suono. Il progetto mette in discussione l’identità stessa dello strumento con quattro brani in prima esecuzione italiana: Fury di Rebecca Saunders, Obstinate di Georges Aperghis, The Table of Knowledge di Liza Lim, We Must di Sebastian Rivas.
Attivo dal 2015 con l’ensemble Musikfabrik, Ginot ha lavorato con compositori come Helmut Lachenmann, Georges Aperghis, Rebecca Saunders, ma anche nella danza, nel teatro e nel circo contemporaneo realizzando progetti multidisciplinari con la sua compagnia, HowNow, fondata nel 2017.
Copre l’arco di un ventennio – da metà degli anni ’80 ai primi del 2000 – il ritratto che la Biennale dedica a Elliott Carter, uno dei grandi protagonisti del secondo Novecento che, lontano da ogni scuola, ha saputo trovare una via unica nel panorama della musica contemporanea, frutto di un cosmopolitismo culturale che coniuga in assoluta originalità gli esiti del modernismo eurocolto e le istanze della musica americana d’avanguardia.
Dialogues per pianoforte e orchestra, Luimen, che significa ‘umori’, per sei strumenti e Concerto per oboe sono eseguiti dall’ensemble Parco della Musica Contemporanea, formato unicamente da solisti. Sul podio Tonino Battista, con studi in pianoforte e composizione, quindi in direzione d’orchestra con Daniele Gatti, Peter Eötvös, Leonard Bernstein. Nel 1996, a Darmstadt, Battista vince il concorso per direttore d’orchestra e dirige Mixtur di Stockhausen con l’Ensemble Modern di Francoforte.
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