Quale città si aggiudicherà il titolo per il 2028?
- Padova sfida tre città arrivate alla fase finale della selezione.
- I dettagli dei dossier presentati e le date decisive per la proclamazione.
Quale città sarà la capitale dell’Arte Contemporanea 2028? Il Ministero della Cultura ha reso note le candidature che hanno superato la selezione preliminare per l’ambito titolo. La competizione, introdotta nel 2024 sul modello della Capitale della Cultura, ha già visto Gibellina come prima assegnataria e Alba pronta a raccogliere il testimone per il 2027. Ora, la giuria del Dipartimento per le Attività Culturali ha ridotto a quattro la rosa dei partecipanti ammessi alla fase finale: Padova, l’unione tra Civita di Bagnoregio e Bolsena, poi Capri e Pozzuoli. Sul piatto c’è un contributo ministeriale pari a 1 milione di euro, destinato alla realizzazione del calendario di eventi e agli interventi indicati nel dossier di candidatura.
La dissidenza creativa della proposta di Padova
Padova si propone con un progetto denominato «Ancora imparo. Esercizi di dissidenza». Ma il pezzo forte della candidatura è senza dubbio la direzione artistica affidata al gruppo composto da Maurizio Cattelan – proprio lui – Marta Papini, Myriam Ben Salah. A supporto del programma è stato istituito un comitato scientifico che vede al suo interno figure come Cecilia Alemani, l’architetto Renzo Piano, Daniela Mapelli (rettrice di UniPd) e il Cardinal José Tolentino de Mendonça. Il sindaco Sergio Giordani ha evidenziato come l’iniziativa nasca da un percorso condiviso con l’università cittadina, gli operatori locali e alcune realtà filantropiche attive sul territorio, quali la Fondazione Alberto Peruzzo, la Fondazione Bano e la Fondazione Chiara e Francesco Carraro, con l’obiettivo di strutturare la proposta artistica come esercizio di riflessione critica.
La sinergia della Tuscia con Bagnoregio e Bolsena
Dal Lazio arriva la candidatura congiunta di Civita di Bagnoregio e Bolsena, che hanno formalizzato il programma «Arte che viene, arte che va». L’intento condiviso dai sindaci Luca Profili e Andrea Di Sorte è quello di istituire un laboratorio diffuso incentrato su produzione, formazione e partecipazione attiva, valorizzando la neonata rete territoriale della Tuscia dedicata all’arte contemporanea. L’accesso alla fase finale da parte di due piccoli comuni punta a dimostrare l’efficacia del lavoro di rete svolto con associazioni, istituti scolastici e artisti dell’area lacustre e provinciale.
Il Golfo di Napoli raddoppia: i progetti di Capri e Pozzuoli
Due delle quattro finaliste provengono dalla Campania. Capri compete con «Le sirene del nuovo», elaborato insieme alla Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e curato da Marina Pizziolo e Romano Ravasio. Il dossier affronta temi attuali come il turismo di massa e l’intelligenza artificiale, coinvolgendo oltre quaranta artisti da tutto il mondo e pianificando installazioni permanenti. Il comune flegreo di Pozzuoli punta invece su «La città delle fragilità creative», guidato da Paolo Lubrano. Il dossier trasforma la condizione geologica del bradisismo e le complessità locali in una riflessione comunitaria, impiegando l’arte per coesione sociale e ricostruzione civile. Ora non resta che aspettare il 30 ottobre quando a Roma verrà svelata la città vincitrice.
Se trovi interessanti i nostri contenuti iscriviti al Club (è gratis)