Biennale Teatro: Willem Dafoe riconfermato direttore artistico

22 Giugno 2026 19:01
Il celebre attore Willem Dafoe è il Direttore di Biennale Teatro (ph. courtesy La Biennale di Venezia ph. Jacopo Salvi)
Il celebre attore Willem Dafoe è il Direttore di Biennale Teatro (ph. courtesy La Biennale di Venezia ph. Jacopo Salvi)

Cosa significa la riconferma di Willem Dafoe per il futuro della Biennale Teatro?

  • La Biennale Teatro 2026 si è conclusa con successo e un’alta affluenza.
  • Willem Dafoe è stato riconfermato direttore artistico per il biennio 2027-2028.
  • Il suo approccio si concentra sulla ricerca, la coralità e l’esperienza collettiva.
  • Il Presidente Buttafuoco ha elogiato la sua dedizione e il suo stile non convenzionale.

Un successo di pubblico per la Biennale Teatro 2026

La Biennale Teatro 2026, sotto la direzione artistica di Willem Dafoe, ha chiuso i battenti domenica 21 giugno, registrando un bilancio positivo. Con 10.000 presenze e un riempimento delle sale del 90%, l’evento ha dimostrato un forte richiamo per il pubblico. Questo dato sottolinea l’interesse verso le proposte artistiche e la curatela del direttore uscente, che ha saputo coinvolgere spettatori e addetti ai lavori.

Willem Dafoe: una riconferma nel segno della continuità

Alla luce del successo ottenuto, il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco, ha deciso di riconfermare Willem Dafoe nell’incarico di direttore artistico del settore Teatro per il biennio successivo, 2027-2028. Questa scelta garantisce una continuità nella visione artistica e nella direzione intrapresa, permettendo a Dafoe di consolidare il lavoro avviato e di proseguire l’esplorazione tematica che ha caratterizzato la sua prima gestione.

La visione di Buttafuoco e l’approccio di Dafoe

Il Presidente Pietrangelo Buttafuoco ha commentato la riconferma di Dafoe, evidenziando l’originalità del suo approccio. Buttafuoco ha sottolineato come Dafoe non abbia “esagerato” o “attirato l’attenzione su di sé” in modo convenzionale, ma abbia piuttosto portato in Laguna “la ricerca, la tradizione, il rito e la cura”. L’attenzione del suo programma si è focalizzata sulla coralità e su un teatro che si fa “con la carne umana, con lo spirito e con il sudore”, distaccandosi da visioni più spettacolari per privilegiare un’esperienza più profonda e autentica.

Le parole di Willem Dafoe e gli obiettivi futuri

Da parte sua, Willem Dafoe ha espresso gratitudine per l’opportunità di proseguire il suo incarico. Ha dichiarato che gli ultimi due anni di stretto coinvolgimento con la Biennale gli hanno permesso di esplorare “il potere e la magia di quell’arte totale che è il teatro”. Dafoe si è detto onorato di continuare a lavorare con il Presidente Buttafuoco, con il team della Biennale di Venezia e con Valentina Alferj e Andrea Porcheddu, partendo dalle basi gettate. Ha ribadito la sua visione di un’esplorazione appassionata in cui il fare teatro nasce da un impulso creativo, non necessariamente con un obiettivo esplicito, ma sempre impegnato e con la convinzione che “sia l’esperienza collettiva a contare”.

Gli ultimi appuntamenti e il documentario Rai

La Biennale Teatro 2026 si è conclusa con gli ultimi appuntamenti in programma. Al Teatro alle Tese dell’Arsenale, l’artista samoano Lemi Ponifasio ha presentato la sua nuova creazione, “Star Returning: Venice”. Alle Tese dei Soppalchi, Jacopo Giacomoni e Silvia Costa hanno messo in scena “Tacet”, un lavoro nato sotto l’egida di Biennale College. Per chi volesse approfondire l’esplorazione delle culture dei cinque continenti, al centro del programma della Biennale Teatro 2026, Rai 5 trasmetterà il documentario di Save the Date il 10 luglio alle ore 18.00, con repliche disponibili su RaiPlay. Un’occasione per rivivere i momenti salienti e le personalità che hanno animato questa edizione.

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