E’ l’italiano “Vajont” che si aggiudica la partecipazione alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica a Venezia. Entrato nella sezione Venice Virtual Reality è reduce dalla selezione delle varie fasi della quarta edizione (2019 – 2020) di Biennale College Cinema – VR.
La triste tragedia del Vajont purtroppo la conosciamo tutti. Ma sentiamo ancora il bisogno di raccontarla e tramadarla alle nuove generazioni. Ed è proprio a loro che si rivolge il progetto, inserito nella sezione Venice Virtual Reality.
Al di là della verità su quello che è successo, il film in versione Virtual Reality si concentra sui momenti immediatamente precenti la tragedia. Qualche ora prima del disastro, marito e moglie discutono su un’imminente situazione pericolosa. Il primo non percepisce alcun pericolo, mentre la seconda intuisce un problema e manifesta il desiderio di agire allontanandosi.
Il film dunque è una riflessione su una scelta dicotomica, dove due persone la pensano esattamente in modo opposto sul da farsi. Scappare o restare? La questione diventa sempre più profonda e intima. Ha a che fare con il nostro istinto e la nostra capacità di percepire una situazione intorno a noi. Non si vuole accusare nessuno. L’Io personale che è in noi è frutto dell’ambiente circostante e del nostro imprinting infantile.
Vajont ci porta necessariamente a riflettere su noi stessi e l’ambiente a cui siamo legati. Perché scappare da un luogo che percepiamo sicuro come la nostra casa? Siamo pronti a lasciare ciò che consideriamo imprescindibile anche di fronte a un possibile pericolo? Possiamo solo immaginare quello che hanno passato le vittime in quei momenti appena precedenti la tragedia. Vajont prova a raccontarlo per noi in una nuova versione virtuale.
Il team di “Vajont” è composto dalla regista Iolanda Di Bonaventura e dal produttore Saverio Trapasso. Il progetto avrà accesso al sostegno della Biennale per il costo di produzione, che dovrà essere al massimo di 60000 €.
Due giovani talenti, Iolanda Di Bonaventura, classe 1993 e Saverio Trapasso, classe 1986. La prima artista visiva e regista, interessata all’ambiente e al suo ruolo nella costruzione dell’identità personale. Il secondo da sempre interessato al mondo della Computer Graphics, si occupa di ricerca e sviluppo nell’ambito delle cross-realities.
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