A Venezia un inedito Qatar di sapori e ritmi mediorientali

8 Luglio 2026 18:00
Sophia Al Maria at the National Pavilion of Qatar (Ph. courtesy press office National Pavilion of Qatar)
Sophia Al Maria at the National Pavilion of Qatar (Ph. courtesy press office National Pavilion of Qatar)

Siete pronti a un viaggio sensoriale senza passaporto?

  • Un’inedita fusione di cucina e musica al Padiglione del Qatar alla Biennale.
  • Chef internazionali reinterpretano le tradizioni mediterranee.
  • Performance di percussionisti da diverse culture mediorientali.
  • L’ospitalità come forma d’arte e dialogo culturale.

Un Ponte tra Culture a Venezia

Il Padiglione Nazionale del Qatar alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia si prepara a ospitare un evento che unisce gastronomia e musica, trasformando l’ospitalità in una vera e propria pratica artistica. L’11 e il 12 luglio, lo chef palestinese Fadi Kattan e l’artista libanese Tarek Atoui guideranno un programma di attivazioni culinarie e musicali.

L’iniziativa, parte della mostra untitled 2026 (a gathering of remarkable people), vedrà la partecipazione di figure di spicco del panorama culinario e musicale internazionale. L’obiettivo è esplorare come cibo, bevande e musica possano diventare strumenti di dialogo, scambio e costruzione di comunità, superando i confini geografici e culturali.

Sapori Mediterranei e Oltre

Il programma culinario è stato affidato a un trio di talenti: lo chef italo-egiziano Walter El Nagar, lo chef italiano Marco Ambrosino e la beverage designer polacco-britannica Anna Patrowicz. Insieme, proporranno piatti della tradizione mediterranea e bevande analcoliche, attingendo a un ricco mosaico di culture e storie regionali.

Fadi Kattan ha sottolineato come l’ospitalità vada oltre il semplice atto di sedersi a tavola, iniziando dalle persone che coltivano il cibo e dalle tradizioni che esso incarna. Il coinvolgimento di El Nagar, Ambrosino e Patrowicz mira a celebrare diverse interpretazioni dell’ospitalità, evidenziando il potere del cibo e delle bevande come linguaggio di dialogo, curiosità e connessione. Walter El Nagar, noto per la sua visione dell’ospitalità come attivismo, esplora la sovranità alimentare e le migrazioni, creando spazi dove la cucina diventa strumento di dignità. Marco Ambrosino, con le sue radici a Procida, approccia la cucina attraverso l’antropologia e l’ecologia, ripercorrendo i movimenti di ingredienti e tradizioni nel Mediterraneo. Anna Patrowicz, beverage designer, presenterà un cocktail analcolico ispirato alle essenze botaniche e alle tradizioni culinarie della Palestina e del mondo arabo, continuando la sua collaborazione con Kattan.

Ritmi dal Medio Oriente e non solo

Accanto all’offerta gastronomica, Tarek Atoui presenterà Frame Drums, una performance musicale che vedrà la collaborazione di un ensemble di percussionisti di tamburo a cornice provenienti da diverse tradizioni del Medio Oriente e oltre. Concepita come uno spazio di scambio, dialogo e improvvisazione, la performance collettiva includerà Uriel Barthélémi (Francia), Christelle Njeim (Libano), Francesca Remigi (Italia) e Khaled Yassine (Libano).

Atoui ha spiegato che Frame Drums riunisce musicisti da diverse parti del mondo in un dialogo musicale basato sull’ascolto reciproco e sull’interazione intuitiva. I suoi collaboratori portano con sé tradizioni che attraversano geografie e storie differenti, arricchendole con nuove idee che riflettono il nostro tempo. Uriel Barthélémi è un batterista e compositore con una pratica artistica che include opere sonore e installazioni. Christelle Njeim è una percussionista e membro dell’Orchestra Filarmonica Libanese. Francesca Remigi è una musicista italiana che si è esibita in festival internazionali. Khaled Yassine è un percussionista autodidatta pluripremiato da Beirut, noto per le sue collaborazioni con artisti locali e internazionali.

Un Luogo di Scambio e Creazione

L’intero programma si svolge all’interno di una struttura ispirata a una tenda, progettata da Rirkrit Tiravanija. Questo spazio è stato concepito per favorire lo scambio culturale e diverse forme di partecipazione e pratica artistica. L’iniziativa è commissionata da Sua Eccellenza Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, Presidente di Qatar Museums, prodotta da Qatar Museums e presentata da Rubaiya Qatar, la quadriennale d’arte contemporanea del Qatar. La mostra untitled 2026 (a gathering of remarkable people) è co-curata da Tom Eccles e Ruba Katrib.

Il Padiglione ospita anche altre opere d’arte, tra cui una proiezione di DAMAR TV (2026), film narrativo sperimentale dell’artista qataro-americana Sophia Al-Maria, e Jerrican (2026), una scultura di grandi dimensioni dell’artista kuwaitiana-portoricana Alia Farid.

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