Stiamo davvero sacrificando i rapporti autentici per colpa degli schermi?
- Jenna Ortega presenta a Roma il nuovo film Klara e il sole.
- L’attrice analizza l’impatto di IA e piattaforme digitali sulle nuove generazioni.
- La sfida di interpretare un androide positivo dopo il successo di Mercoledì.
- La gestione della pressione mediatica e l’importanza della sfera privata.
Il tema delle relazioni autentiche tra AI e social si sta facendo sempre più centrale nella nostra vita. Se con amici stretti e parenti strettissimi questo aspetto può apparire meno preminente lo è invece nelle relazioni con gli estranei e quelle professionali. Freddezza. Meglio un messaggio. Zero telefonate. Poca voglia di condividere. E – sul lavoro – solo un obiettivo: completare le task. E’ questo il mondo che vogliamo? Torniamo a Jenna Ortega che è ospite alla Festa del Cinema di Roma insieme al regista Taika Waititi per la presentazione di Klara e il sole, trasposizione del romanzo firmato dal premio Nobel Kazuo Ishiguro. L’opera è in arrivo nelle sale il 22 ottobre e vede nel cast anche Amy Adams, Mia Tharia, Aran Murphy, Steve Buscemi e Natasha Lyonne.
L’impatto della tecnologia sulle relazioni e l’ansia sociale
Presentando il film Jenna ha sottolineato come l’abitudine di delegare ormai anche cosa banali come la stesura di testi elementari o email ai sistemi AI altera totalmente il modo di connettersi: “si usa l’intelligenza artificiale anche per scrivere le email, per fare cose molto semplici, ed è lo stesso con i social. E’ molto più facile interagire dietro uno schermo, farlo di persona è un po’ diverso. E oggi molti ragazzi hanno un’ansia sociale più intensa” e credo che questa cosa abbia coinvolto malamente anche gli adulti.
Nel lungometraggio, l’attrice veste i panni di un’amica artificiale che attende a lungo il proprio turno prima di essere acquistata da Josie, una ragazza brillante ma gravemente malata. Klara, pur senza comprendere ogni sfaccettatura del mondo reale, riesce a riconoscere il legame affettivo e ad accompagnare le persone verso una connessione profonda, mettendo al centro la dimensione umana e non quella tecnologica.
Dalla televisione per ragazzi a ruoli complessi
Avendo iniziato a recitare a soli undici anni, Ortega ha vissuto in prima persona le richieste dell’industria dello spettacolo. Nei primi progetti destinati a un pubblico giovane le aspettative sul comportamento e sul modo di esprimersi erano elevate. Nel tempo la sua carriera è mutata, ma il peso dei giudizi è rimasto costante, alimentato in particolare dal web e dalle dinamiche che colpiscono le figure femminili.
Il ruolo di Klara ha rappresentato un cambio di passo rispetto a interpretazioni recenti caratterizzate da toni cupi o malinconici. L’ottimismo e l’entusiasmo dell’androide contrastano apertamente con il profilo di Mercoledì Addams, figura sarcastica e cinica che tuttavia ha generato forte immedesimazione tra gli spettatori. Ortega ribadisce che la recitazione richiede flessibilità, portando l’interprete a mettersi al servizio del racconto anche attraverso personaggi complessi o respingenti.
Gestire il successo e salvaguardare la vita privata
Diventare nota a livello globale durante l’adolescenza ha comportato momenti complessi e una temporanea sensazione di distacco dalla realtà. A fare da scudo è stato il supporto continuo della cerchia familiare e degli amici di lunga data, figure determinanti nel garantire equilibrio senza avanzare pretese.
Consapevole della visibilità pubblica e del fatto che le persone esprimeranno sempre pareri su internet, l’attrice precisa l’inutilità di provare a soddisfare chiunque. L’obiettivo dichiarato resta quello di migliorarsi, mantenere un atteggiamento corretto e dare priorità agli affetti più cari. Infine, con una battuta, ha ipotizzato l’incontro tra Klara e Mercoledì: la convivenza sarebbe impossibile, con la giovane Addams pronta a esasperare la docile intelligenza artificiale fino a un inevitabile cortocircuito.
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