Come cambia il volto culturale di Treviso con la ripartenza di uno dei suoi edifici storici più noti?
- La riapertura di Casa dei Carraresi e Ca’ Brittoni con oltre 200 opere permanenti
- La nascita di un percorso curatoriale focalizzato sull’arte del Novecento
- Il piano per un museo diffuso cittadino sostenuto da Fondazione Cassamarca
- Le installazioni dedicate all’artista Grisha Bruskin
Dopo due anni di chiusura per interventi di ripristino e valorizzazione, la Casa dei Carraresi a Treviso si prepara ad accogliere nuovamente i visitatori. Il complesso medievale situato tra via Palestro e il fiume Cagnan riapre il 2 ottobre 2026, trasformandosi in una sede museale permanente. La struttura, che comprende anche l’adiacente Ca’ Brittoni, copre un’area di oltre 3mila metri quadri, con più di 2mila metri quadri riservati ai percorsi espositivi.
La collezione permanente e il Novecento
Il percorso stabile ospita oltre 200 opere appartenenti alla collezione della Fondazione Cassamarca. Gran parte del nucleo espositivo deriva dalla donazione di Monsignor Gino Bortolan. Il progetto scientifico, curato dai docenti dell’Università Ca’ Foscari Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, organizza i lavori del Novecento non secondo un criterio cronologico, ma attraverso tre direttrici tematiche: Spazi, Forme e Figure. L’obiettivo dichiarato è far dialogare le creazioni contemporanee con le volumetrie e le architetture medievali dell’edificio.
Tra gli autori presenti nell’allestimento compaiono nomi quali Fontana, Baj, Manzoni, Cagli e Plessi, affiancati da figure centrali della scena artistica veneta come Vedova, Tancredi Parmeggiani, Santomaso, Saetti, Zoran Mušič e Pizzinato. A questi si aggiungono sale dedicate a focus tematici specifici, tra cui una selezione di disegni di Tancredi e sezioni dedicate al Dante Illustrato, ai Segni Zodiacali e alla raffigurazione del volto femminile.
L’intervento di Grisha Bruskin a Ca’ Brittoni
Un settore specifico del complesso, collocato all’interno di Ca’ Brittoni, è interamente dedicato all’artista Grisha Bruskin. L’ala conserva affreschi risalenti al Trecento e Quattrocento, che fanno da sfondo a quattro grandi installazioni donate dall’autore nel 2025: In bilico, L’ora X, La vita è ovunque e L’universo sul tavolo. Riunite sotto il titolo “Sull’orlo del tempo”, le opere affrontano questioni legate alla memoria individuale, alle dinamiche di potere e alla storia sovietica. L’allestimento, curato nelle luci e nella disposizione con l’intervento diretto dell’artista, è completato dall’avvio dell’Archivio Grisha Bruskin per la ricerca e la documentazione.
La rete del futuro museo diffuso
L’inaugurazione del polo di Casa dei Carraresi rappresenta la prima fase di un progetto più ampio orientato alla creazione di un museo diffuso nel centro storico di Treviso. Il piano coinvolge le diverse proprietà storiche della Fondazione Cassamarca, ente nato nel 1992 che ha destinato nel tempo oltre 210 milioni di euro alla tutela e promozione del patrimonio culturale locale. Il cronoprogramma prevede la ripartenza di Ca’ Spineda a dicembre 2026, con sale dedicate a nature morte, icone e installazioni, e l’apertura inedita del Monte di Pietà come spazio per mostre nel corso del 2027.
Se trovi interessanti i nostri contenuti iscriviti al Club (è gratis)