Anna Gruber: a Trieste la mostra sul suo Actors Studio (da New York all’Italia)

26 Agosto 2026 18:31
Sul set del film Sotto dieci bandiere di Duilio Coletti 1960 (Ph. ufficio stampa Biblioteca Civica A. Hortis Archivio Diplomatico e Fondi Archivistici
Sul set del film Sotto dieci bandiere di Duilio Coletti 1960 (Ph. ufficio stampa Biblioteca Civica A. Hortis Archivio Diplomatico e Fondi Archivistici

Come è arrivato il celebre Metodo newyorchese nel capoluogo giuliano?

  • La storia di Anna Gruber e della Scuola dell’attore fondata nel 1963.
  • I legami con l’Actors Studio di New York e il metodo Stanislavskij.
  • L’esposizione aperta a Trieste con documenti, foto e filmati d’archivio.
  • Il percorso professionale della regista accanto a grandi nomi del cinema.

Una retrospettiva tra New York e Trieste

Come è arrivato il celebre Metodo newyorchese nel capoluogo giuliano negli anni Sessanta? La risposta si trova nel percorso di Anna Gruber (1929-2000), figura centrale nel panorama teatrale e cinematografico locale, a cui è dedicata l’esposizione “Anna Gruber e l’Actors Studio di Trieste”. L’evento espositivo, allestito presso la Sala Veruda di Palazzo Costanzi, apre i battenti il 29 agosto e resta visitabile fino al 23 settembre, con inaugurazione fissata per il 28 agosto alle ore 18.30.

La mostra propone una selezione accurata di documenti, fotografie storiche e filmati d’epoca. L’obiettivo principale è raccontare l’esperienza della Scuola dell’attore (TCT), realtà avviata a Trieste nel 1963 che ha tratto diretta ispirazione dalle metodologie formative sviluppate negli Stati Uniti, portando una visione innovativa nella didattica scenica e nei linguaggi audiovisivi.

Dalla collaborazione sui set all’insegnamento

L’iniziativa culturale nasce da un’idea di Franco Però ed è curata da Paolo Quazzolo. Il progetto è promosso dall’associazione Casa del Cinema di Trieste grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Comune di Trieste e con il patrocinio del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Trieste. I materiali esposti provengono in gran parte dal Fondo “Famiglie Benco e Gruber”, custodito presso la Biblioteca Civica A. Hortis, insieme a una selezione di immagini messe a disposizione dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.

Prima di dedicarsi alla formazione, Anna Gruber ha maturato una lunga carriera sui set cinematografici. Nel corso della sua attività professionale ha ricoperto i ruoli di segretaria di edizione, script girl e aiuto-regista, collaborando a circa quaranta pellicole italiane e internazionali. In questo percorso ha affiancato registi come Vittorio De Sica, Mario Soldati, Pietro Germi, Alberto Lattuada, Carmine Gallone e Alessandro Blasetti, oltre ad autori stranieri quali Renè Clèment, Martin Ritt e Richard Fleischer.

La sintesi tra Stanislavskij e Lee Strasberg

L’esperienza didattica di Anna Gruber si è basata sulla fusione di due grandi approcci alla recitazione. Da una parte il metodo di Konstantin Stanislavskij, incentrato sul realismo psicologico e sul concetto di reviviscenza emotiva; dall’altra il sistema sviluppato da Lee Strasberg all’Actors Studio di New York, focalizzato sull’uso della memoria affettiva e sulle esperienze personali del performer.

Attraverso la Scuola dell’Attore, la regista ha elaborato una propria linea pedagogica. Il lavoro svolto puntava a formare professionisti con competenze adeguate alle esigenze del cinema, della televisione, della radio e del teatro, perseguendo al contempo l’intento di educare il pubblico a una visione più consapevole delle rappresentazioni artistiche.

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