Anche nel 2026 i Festival di Cannes e Venezia resteranno gli snodi centrali per il cinema d’autore e per le grandi produzioni con ambizioni internazionali, nonostante un contesto di mercato più fragile rispetto agli anni precedenti. L’analisi è di Variety che in un pezzo di Elsa Keslassy traccia lo scenario per il nuovo anno. Ne abbiamo fatto una breve sintesi. Qui invece trovate l’articolo originale.
I DIRETTORI AL LAVORO
I direttori Thierry Frémaux e Alberto Barbera sono già al lavoro per assicurarsi i titoli più forti, avviando il consueto dialogo con studios e produttori durante il tradizionale viaggio di gennaio a Los Angeles.
La stagione dei festival, tuttavia, si apre con alcune incognite. Nel 2025 diversi film accolti con entusiasmo sulla Croisette e al Lido non sono riusciti a trasformare il clamore mediatico e le standing ovation in solidi risultati al botteghino o in un percorso convincente verso gli Oscar. Un segnale che rende il corteggiamento dei titoli più delicato, ma non meno strategico. Secondo Alberto Barbera, riporta Variety, un grande festival continua a rappresentare uno degli strumenti promozionali più efficaci per il lancio internazionale di un film, e gli studios non rinunceranno a questo passaggio chiave.
IL RITORNO DI SPIELBERG
Il calendario potenziale del 2026 appare comunque ricco di progetti di alto profilo, capaci di attrarre star globali e attenzione critica. Tra i titoli più attesi figurano “Disclosure Day” di Steven Spielberg, film sugli UFO con Emily Blunt e Josh O’Connor; “Digger” di Alejandro G. Iñárritu con Tom Cruise; “The Adventures of Cliff Booth” di David Fincher con Brad Pitt; “The Entertainment System Is Down” di Ruben Östlund con Keanu Reeves e Kirsten Dunst; e “Dune: Part Three” di Denis Villeneuve con Timothée Chalamet e Zendaya. A questi si aggiungono nuovi lavori firmati da autori come Andrey Zvyagintsev, Hirokazu Kore-eda, Quentin Dupieux, Arthur Harari e Nanni Moretti.
Particolare attenzione è riservata a “The Adventures of Cliff Booth”, spin-off di “Once Upon a Time in Hollywood”, che segna la nuova collaborazione tra Fincher e Brad Pitt. Il film segue il personaggio di Cliff Booth in una nuova fase della sua carriera come “fixer” degli studios hollywoodiani. Essendo una produzione Netflix, è esclusa la presenza in concorso a Cannes, mentre Venezia resta una possibile vetrina.
Nel complesso, il 2026 si profila come un anno cruciale per Cannes e Venezia, chiamati a confermare il proprio ruolo di piattaforme decisive per il cinema di prestigio in un mercato sempre più incerto.
Se trovi interessanti i nostri contenuti iscriviti al Club (è gratis)