Oggi nella rubrica settimanale di psicologia Come Stai vi parliamo di problemi con il sonno: alcuni consigli della nostra psicologa su come dormire meglio.
La settimana prossima invece di cosa parliamo?
Avete delle domande per la rubrica “Come stai?”. Scrivete alla nostra psicologa gaia.paiar@gmail.com il vostro quesito.
Ci lottiamo da quando siamo piccoli. Crediamo vada “imparato” e invece i bambini lo sanno già fare nel pancione della mamma. Da grandi vorremmo quasi quasi tornare piccoli per poterci dedicare più tempo.
A cosa mi riferisco? Al sonno naturalmente.
L’insonnia, i disturbi del sonno e i frequenti risvegli notturni sono tutti fenomeni molto frequenti al giorno d’oggi e che tutti almeno una volta abbiamo sperimentato. Pensavate veramente che essere connessi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 non avrebbe influito sui vostri ritmi circadiani?
Certo si poteva soffrire d’insonnia anche senza pc e smartphone, ma adesso è molto più diffuso. Cosa fare se fate parte della categoria?
Ecco tre consigli per capirne di più.
1. L’approccio mentale alla risoluzione dei problemi del sonno è fondamentale. Se di problema si tratta, dovete armarvi di pazienza e mettere in atto delle strategie attendendo il miglioramento e la risoluzione dei problemi di sonno con pazienza.
Spesso vogliamo una soluzione immediata a problemi che sono insorti per una serie di abitudini errate. La loro risoluzione richiede perciò l’acquisizione di una nuova abitudine e quindi del tempo. A volte preferiamo pensare che il nostro problema non abbia risoluzione pur di non cambiare abitudini. È invece una priorità.
2. I ritmi circadiani. Il nostro corpo è “programmato” per rispondere ai ritmi circadiani e quindi ad addormentarsi con il buio e a svegliarsi con la luce del sole. Il sonno più efficace è stimato essere intorno alle 2-3 di notte. Non è un semplice interruttore che traduce buio in sonno, ma traduce buio in secrezione di melatonina e regolazione della temperatura corporea.
Insomma senza tanto girarci intorno se il nostro cervello percepisce la luce blu degli smartphone lo leggerà come un segnale di sveglia. Anche alle 3 di notte.
3. La qualità del sonno dipende da cosa facciamo dall’istante in cui siamo svegli. L’ideale sarebbe gestire il momento del risveglio e la colazione con ritmi lenti. Questo vale anche per le persone che si definiscono più attive alla sera, che tenderanno a fare un riposino nel pomeriggio e a non andare a letto particolarmente presto. Se è il tuo caso i ritmi circadiani sono leggermente spostati ma di un paio d’ore al massimo.
Quindi cerca di regolare le abitudini giornaliere per svegliarti presto ed avere il tempo di fare colazione con calma e non andare a dormire troppo tardi. Anche durante il giorno la resa del lavoro delle due tipologie sarà diversa. Le persone più attive al mattino, che si svegliano senza sveglia per capirci, renderanno meglio al mattino. Le altre invece renderanno meglio al pomeriggio. Se potete assecondate il vostro ritmo ma con delle regole.
E buona notte, anzi buongiorno a tutti!
La rubrica Come Stai
Di questi tempi il nostro cervello si affolla di questioni: casa, famiglia, bambini, lavoro, futuro. Perciò abbiamo pensato di mettere a vostra disposizione la nostra psicologa psicoterapeuta che settimanalmente affronterà temi di interesse comune e risponderà alle vostre domande. Altre info le potete leggere sul libro Bimbi si nasce, genitori si diventa
Gaia Paiar vive a Treviso ed è psicologa, psicoterapeuta e psicologa forense.
Keywords: psicologa sonno consigli dormire
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