Come stai? La rubrica con la psicologa oggi parla di mamme, bambini e coronavirus

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Bambini mamme psicologia per la nostra rubrica settimanale Come Stai
Bambini mamme psicologia per la nostra rubrica settimanale Come Stai

Care mamme, in questo momento penso alle mille sfaccettature che compongono la categoria alle prese con bambini, mille domande e tutti i problemi legati alla nostra nuova vita imposta dal Coronavirus.

Le neo-mamme con mille dubbi e quella strana sensazione che non vi sapete spiegare. Le mamme in smart working che con una mano scrivono a computer, con l’altra giocano con il pongo, con un piede girano il sugo e con l’altro? Ah sì stanno in piedi (no non sono sedute, ma nel caso l’altro piede sarebbe comunque impegnato).

Le mamme con figli piccoli che non possono portarli fuori, quelle con figli grandi alle prese con i compiti, quelle con tanti figli e quelle con figli unici, quelle con adolescenti da dover tenere in casa e quelle con figli grandi che non possono abbracciare oltre lo schermo dello smartphone. E ce ne sarebbero tante, tante, tante altre e combinazioni delle mamme elencate.

Qualunque sia la vostra descrizione sappiate che non siete sole, ma che abbiamo tutte gli stessi dubbi, le stesse difficoltà (declinate per età dei figli) e gli stessi momenti di sconforto.

Oggi vorrei rispondere a due domande che mi sono state fatte via mail a gaia.paiar@gmail.com.

1) Spiegare o non spiegare ai bambini cosa succede nel mondo?

Assolutamente sì spiegare cosa sta succedendo perché i bimbi indipendentemente dalla loro età avvertono i nostri stati d’animo e poi sono grandi osservatori (imparano la maggior parte delle cose guardandoci) e notano i cambiamenti soprattutto nelle abitudini, prima uscivamo ora non più, ad esempio.

Ciò che è bene tenere a mente è che bisogna parlare con il loro linguaggio (emergenza sanitaria magari non capiscono cosa significhi; mostriciattolo, polmonite o malattia magari sì) e che bisogna rassicurarli sull’esito positivo; non devono pensare che ci sia qualcosa che può far del male a loro o ai loro genitori e che non possa essere sconfitto.

Non hanno la struttura mentale per poter gestire una realtà di questo genere che nel loro immaginario diventa un restare da soli senza mamma e papà. Quindi andrà tutto bene è una frase che ha un valore enorme per loro, l’uomo d’altronde può fare grandi cose.

2) Quanta televisione è consentita ai bambini?

Premesso che prima regola sopravvivenza, il problema della tv non è la tv in sè, ma il fatto che venga usata come parcheggio e che stoppi la creatività del bambino che davanti a cartoni non deve attivarsi, ma stare fermo e zitto.

Quindi se ad esempio guardano i cartoni con qualcuno che interagisce con loro sul cartone è tutta un’altra cosa. Sì, ma se mi metto a guardare anch’io il cartone non riesco a combinare un tubo. E come in tutte le cose vada per la via di mezzo: va bene il cartone, ma magari diamogli un senso chiedendo al bambino ad esempio cosa gli è piaciuto o qual era la storia o di fare un disegno dopo.

Ma la cosa più importante di tutte è dedicare al bambino un momento, sia anche solo mezz’ora, esclusivamente a loro. Fate un gioco, colorate un disegno, giocate col pongo ma fatelo senza distrazioni (no neanche il telefono) impegnandovi davvero nel gioco.

Il bambino avrà saziato la sua fame di attenzioni del genitore e sarà più autonomo con o senza cartoni almeno per un pochino.

Hai dubbi? Vuoi saperne di più? Scrivimi a gaia.paiar@gmail.com