La Padova del ‘700, da poter visitare comodamente nel tour virtuale realizzato nel sito dell’Archivio di Stato padovano. Siete mai stati a far visita all’Archivio di Stato di Padova? Forse no, a meno che non siate puri appassionati o non vi sia capitato di svolgere una ricerca catastale sugli antichi monumenti di Padova. In ogni caso vi siete persi qualcosa di speciale. Ma proprio ora, fate in tempo a rimediare.
Pur con la Sala di Studio chiusa al pubblico, l’Archivio di stato non si ferma e aderisce alla campagna #iorestoacasa. Certo, non è la stessa cosa, vista la peculiare atmosfera che offrono gli spazi studio dell’Archivio. Dall’esterno sembra un edificio normale, appena nascosto dai grandi alberi che lo proteggono dalla strada. Appena entrati si ha la sensazione di visitare una di quelle grandi biblioteche storiche di cui parlano alcuni romanzi di mistero. Non c’è molta gente e la ricerca, tra teche e scaffali può iniziare tranquillamente.
L’istituto, diretto da Cristina Tommasi, offre una serie di visite virtuali sia sul sito, che sulla sua pagina Facebook. Il tutto è in continuo aggiornamento, con minuziose descrizioni, dettagli di stampe e mappe. Il patrimonio conservato è parecchio e l’iniziativa ne dà degno resoconto digitale.

Le mostre virtuali si dispiegano in tre percorsi tematici. Il primo comprende una rassegna sulle epidemie nella storia di Padova. Si prende in considerazione la peste del 1575-76 e del 1630-31, del cholera morbus del 1855 fino all’influenza spagnola del 1918-19. Testimonianze, carteggi, disposizioni relative a periodi di rapida diffusione di patologie molto contagiose come peste, cholera morbus e vaiolo dal XVI al XIX secolo. Documenti datai 1855 che certificano il decesso di alcuni cittadini a causa del colera. Oppure che alla tal data non si è più sviluppato alcun caso di cholera morbus.
Decisamente più rilassante è #iorestoacasa per scoprire la mia città: un suggestivo tour primaverile per tuffarsi nel passato della Padova del ‘700. La visita percorre i preziosi disegni del catastico dei beni del convento di Sant’Antonio da Padova. Anche noi dunque alla scoperta di famosi palazzi nobiliari, chiese e broli, come fece il perito pubblico incaricato all’epoca, nel 1738. Lorenzo Mazzi, venne infatti incaricato di eseguire tutti i rilievi dei possedimenti del convento.
Si continua con la galleria delle Firme D’Autore. Autografi celebri spiegate e mostrate nei dettagli, con riferimento al contesto di produzione e il proprio vincolo. I documenti sono per la maggior parte inediti e verranno corredati dalla trascrizione integrale del contenuto, in modo da poter comprenderne esattamente il contenuto dopo averne ammirato l’estetica. L’offerta è in continuo aggiornamento e verrà arricchita settimanalmente anche con argomenti differenti.

L’Archivio di Stato è un posto speciale, ricco di atmosfera. Seguendo i sui profili ufficiali potrete tascorrere un po’ del vostro tempo libero fra preziose testimonianze del passato e della memoria storica del padovano e oltre.
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