Vicenza si digitalizza: la colossale mole di archivi storici della Bertoliana è ora consultabile on-line

21 Febbraio 2020 16:50

La Biblioteca Bertoliana ha concluso il lungo processo di informatizzazione dei suoi storici documenti che ora è possibile consultare on line grazie alla pubblicazione su un portale accessibile dal 21 febbraio 2020. Il lavoro, iniziato nel 2002, vede ora pubblicati in rete il 75% dei 225 archivi conservati dalla biblioteca, ovvero 170 archivi. Si tratta di uno strumento decisivo per chi vorrà svolgere ricerche storiche su Vicenza e il Vicentino.

La mole di dati che comprende è colossale e basta dare un’occhiata ai dati già disponibili per farsi un’idea. Ci sono gli archivi di 40 nobili famiglie, con documentazione che va XII al XX secolo, 46 archivi di persona, quelli di imprese del territorio nell’arco che va dal XVII secolo a oggi; e poi gli archivi di enti come l’Accademia Olimpica e il Teatro Eretenio, quelli di partiti ed esponenti politici (oltre venti fondi che corrispondono a 270 metri di scaffalature), quelli di una decina di scrittori vicentini e l’archivio storico del Comune di Vicenza. Solo quest’ultimo ha una consistenza pari a quasi 6.000 unità di catalogazione, cioè 730 metri di scaffali.

Il progetto è stato presentato all’incontro “archiVIamo Vicenza”, venerdì 21 a palazzo Cordellina, al quale hanno partecipato tra gli altri il sindaco di Vicenza e il presidente della Biblioteca civica Bertoliana, che spiega così l’importanza del traguardo tagliato: “La Bertoliana è una delle rarissime biblioteche storiche in Italia ad aver concluso un lavoro del genere, che è riuscito solo a realtà ben più strutturate (per esempio la Regione Emilia Romagna) oppure a enti e istituzioni alleate (quelle che hanno realizzato il portale della scienza, per fare un nome) oppure a fondazioni culturali di alto spessore, come la Pirelli o la Feltrinelli”.

A spiegare tecnicamente il lavoro svolto, il censimento e le scelte: Mauro Passarin direttore della Bertoliana e coordinatore del progetto, Mattea Gazzola, responsabile del Settore manoscritti e archivi, e gli archivisti Erika Carlan, Oreste Palmiero e Erika Zanotto. Linda Giuva, docente di Archivistica e Biblioteconomia alla Sapienza di Roma, si occupa delle tematiche relative all’efficienza giuridica e amministrativa degli archivi. Dal canto suo, Eurigio Tonetti (Archivio di Stato di Venezia) ha illustrato la tipologia di una ricerca archivistica attraverso un caso di studio sugli epistolari della Bertoliana.  Gli storici Gian Maria Varanini ed Edoardo Demo hanno trattato il tema della necessità di un ritorno alle fonti d’archivio per rielaborare nuove narrazioni storiche e ritrovare la “Memoria Civitas”. Tutti coordinati da Cristina Marcon, presidente veneta dell’Associazione nazionale archivistica italiana.

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