IL NATALE IN ITALIA: LE TRADIZIONI DA NORD A SUD

24 Dicembre 2018 17:47

Tanti e differenti sono i festeggiamenti del Natale in Italia: in Valle d’Aosta è all’insegna dell’ospitalità, della semplicità e del gusto della tradizione, tra eventi religiosi, presepi viventi, concerti e manifestazioni dell’artigianato.
In Piemonte, il Natale viene celebrato con sacre rappresentazioni, presepi scultorei esposti al pubblico e i Pastour, i Pastori, la messa in scena dell’adorazione popolare del Bambino Gesù, diffusa in tutta la regione.  Gelindo è il personaggio tipico che, nella notte di Natale, guida i pastori verso la chiesa dove i figuranti porgeranno le loro offerte al Salvatore.
In Liguria si mantiene viva la tradizione del ceppo di Natale, oltre ai tradizionali mercatini di Natale e ad una vera e propria peculiarità del Levante: quella del Natale subacqueo che accomuna La Spezia, Porto Venere, Lerici e Tellaro con processioni in acqua, spettacoli pirotecnici e giochi di luce, nonché la nascita del Bambino adagiato in una conchiglia.
In Lombardia, soprattutto a Milano, il Natale è sinonimo di panettone. Pare che questo dolce, immancabile sulle tavole natalizie, prenda il nome da un certo Toni, garzone di fornaio che arricchì il pane di tutti i giorni con burro, uova, zucchero, uvette e frutta candida.
Il Veneto, come altre località limitrofe, per il periodo Natalizio si arricchisce di bancarelle e mercatini. A Venezia i mercatini sono accompagnati da numerosi eventi che fanno da sfondo a tutta la manifestazione, diventando un vero e proprio luogo d’incontro e di recupero della tradizione.
In Friuli Venezia Giulia, oltre a San Nicolò che, con barba folta e bianca, accompagnato da Angeli, distribuiva dolci ai più piccoli e doni, per poi scomparire al tramonto, lasciando la popolazione alla mercé dei diavoli, i Krampus, che sbucavano nella notte alla frenetica ricerca dei bimbi cattivi, si accende il “Nadalin” (chiamato anche “zoc”) la notte della vigilia di Natale; un grosso ceppo di faggio, quercia o gelso, fatto stagionare durante l’anno per garantire un’ottima resa di calore ma soprattutto una lunga durata. Il periodo natalizio, per chi non lo sapesse, era anche tempo di dichiarazioni amorose. Offrire l’acqua Santa ad una ragazza dopo la Messa di mezzanotte o lasciare un ceppo sulla porta della sua casa equivaleva ad una dichiarazione. In Emilia Romagna, a Bologna si svolgono la Fiera di Natale e la Fiera di Santa Lucia, a Ravenna e Rimini i Mercatini di Natale, a Piacenza i mercatini Farnesiani, a Ferrara il Mercato di Natale, a Forlì e a Cesena la Fiera di Natale, e poi ancora tanti e tanti altri mercatini di Natale in tutta la regione.
In Trentino i centri storici si animano con le luci, i colori, i profumi e le melodie dei mercatini di Natale e delle loro caratteristiche bancarelle, trasformate in casette di legno traboccanti di doni, dolci e spezie della tradizione. Un tempo, in Alto Adige, la notte della Vigilia di Natale ci si recava a messa la sera tardi per festeggiare la Natività.
Le Marche si animano e abbelliscono con luci, musiche, presepi viventi, fiere, spettacoli itineranti e specialità gastronomiche
I borghi della Toscana diventano ancora più suggestivi nel periodo natalizio, grazie a fiaccole e falò. Nel Lazio tanta musica sacra, concerti nelle piazze, teatro, appuntamenti culturali nelle mostre e nei musei con aperture straordinarie durante le feste.
In Molise, terra di zampogne e zampognari, si indossano costumi tipici agresti del secolo scorso.
In Abruzzo da non perdere la tradizione del ceppo natalizio da ardere, quella della “tomba di Natale” e la “fiaccolata di fine anno”.
In Umbria, dove nacque San Francesco, che realizzò il primo presepe vivente, si tengono solenni liturgie, concerti di musica sacra e cori natalizi.
In Puglia sono tante le tradizioni tramandate, tra cui quelle culinarie.
In Campania abbondano luminarie, mercatini e soprattutto presepi.
In Basilicata non mancano spettacolari manifestazioni, come il Presepe vivente nei Sassi di Matera.
In Calabria ci si raduna attorno alla tavola imbandita con le portate della cucina calabrese, immancabile la tradizione della strina, accompagnata dal suono dei sazeri, conosciuti come murtali o ammaccasali (si tratta dell’antico attrezzo in bronzo usato per ammaccare il sale).
In Sicilia oltre alle novene notturne e alle celebrazioni nelle chiese, all’allestimento dei tradizionali presepi, non mancano i falò, accesi soprattutto nei centri montani quasi a riscaldare il Bambin Gesù, accompagnando quest’usanza con suoni e canti degli zampognari. Il crepitio dei falò è a volte accompagnato dalle note delle ciaramedde (strumenti a fiato) che venivano suonate dai ciaramiddari.
In Sardegna, il Natale si festeggia con concerti, spettacoli, mercatini, presepi viventi, eventi gastronomici per scoprire l’isola avvolta in un’atmosfera di festa.

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