Giacomo di Thiene (ADSI): ripartiamo con un mese di Cultura Aperta, qui non abbiamo competitor

30 Marzo 2020 15:33
Giacomo di Thiene, Presidente Adsi, ritratto nell'archivio del Castello di Thiene Vicenza
Giacomo di Thiene, Presidente Adsi, ritratto nell'archivio del Castello di Thiene Vicenza

Il Presidente dell’ADSI, la Associazione Dimore Storiche Italiane, Giacomo di Thiene, scrive a Pigi, Pierluigi Battista, che sulle pagine del Corriere della Sera propone la creazione di un Fondo nazionale per la Cultura.

In questi giorni si parla molto di come uscire dalla crisi che i Coronavirus lascerà dietro di se. In particolare tutto ciò che riguarda la cultura, l’arte e tutto ciò di cui parliamo spesso sulle pagine del nostro magazine è a rischio.

“Forse – scrive il Presidente di Adsi – ancora più rispetto al passato, gran parte della nostra ripresa dovrà passare dalla valorizzazione dell’unicità, dell’identità culturale e storica italiana.

Su questa, senza dubbi, non abbiamo competitor: il progetto di una società unita nella consapevolezza della centralità della cultura va, oggi più che mai, proseguito e compiuto”. Una consapevolezza che forse ancora non ci appartiene ma su cui vale la pena di lavorare.

“Come Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) – prosegue Giacomo di Thiene – siamo, e saremo sempre, in prima fila per la tutela del nostro immenso patrimonio, al fianco delle istituzioni e delle comunità, soprattutto nel tempo del Covid -19 che pone ciascuno di noi davanti alle proprie responsabilità, senza poter più girare la testa”.

“In queste settimane – si legge nella proposta del Presidente dell’ADSI – ci stiamo tutti scrupolosamente attenendo alle disposizioni delle autorità, pensando, però, a come poter collaborare alla ricostruzione”.

La partita delle dimore storiche in Italia, ovvero ville, palazzi, casali, masserie, castelli, ma anche parchi, giardini e tenute agricole aperti al pubblico, rappresentano “circa il 17% del patrimonio immobiliare storico-artistico soggetto a vincolo e costituiscono probabilmente il più importante museo diffuso del nostro Paese”.

E sono inoltre “un baluardo al freno della perdita dell’identità di un luogo, costituiscono un polo di attrazione e un volano per l’economia dei territori, in particolare al di fuori dei grandi centri abitati”.

“Quei territori che non solo stanno soffrendo oggi, a volte lasciati a lato del cono di luce mediatico, per l’emergenza sanitaria, ma che rischiano davvero di non farcela domani sul piano socio-economico”.

Nei giorni scorsi anche Paolo Baratta, già presidente della Biennale di Venezia, era intervenuto sul tema invitando ad affrontare la situazione con politiche condivise.

Giacomo di Thiene condivide il ragionamento di Baratta formalizzando quindi alcune proposte: “semplificare il quadro normativo — senza far venir meno il fondamentale ruolo delle Soprintendenze, anzi — per aumentare le possibilità di recuperare e riutilizzare i beni immobili storici e pensare a degli incentivi fiscali per le attività di restauro, manutenzione straordinaria e loro ristrutturazione oltre che gestione”.

E ancora: “insieme, poi, potremmo migliorare la promozione di questi luoghi unici, per garantire un turismo diffuso su tutto il territorio. Si deve ripartire dalla comprensione del concetto di luogo e della sua conoscenza”.

Ed infine la proposta su cui l’Italia potrebbe vincere molto più di altri, vista la mancanza di competitor: “quando le autorità competenti valuteranno che si potrà tornare alla «normalità», approfittare della lentezza con cui probabilmente lo si potrà fare e promuovere un mese (giugno o settembre, quello lo vedremo insieme) della «cultura aperta».

Perchè un evento del genere? Semplice “favorire innanzitutto la conoscenza del patrimonio che ognuno di noi ha fuori dalla porta di casa, per acquisire una maggiore coscienza e conoscenza del proprio territorio e rendere responsabili — e non solo orgogliosi — gli italiani di tutta la «bellezza» che è in loro possesso, per citare quanto giustamente scritto dagli On. Lattanzio e Nardelli”.

“Questo – chiude netto il Presidente dell’Adsi, Giacomo di Thiene – potrebbe avvenire anche con la regia del Ministero per i Beni e le attività culturali e il turismo; potremmo alternarci, tra Enti che gestiscono immobili storici, meravigliose ville e parchi, in una specie di staffetta tra i fine settimana, per dare a noi e ai nostri concittadini la possibilità di ripartire e re-incontrarci nei luoghi della nostra storia. Perché, davvero, la cultura è, e sarà, vita”.

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Daniele Belli Pajar

Daniele Belli Pajar

E' il Direttore Responsabile del giornale sia nella versione cartacea che online. Cura e coordina i contenuti. E' responsabile dei Progetti Speciali.