Differenze tra Italia e Cina, ne parliamo con Antonio Carrieri del Conti Toscana Resort

9 Giugno 2020 14:00

Il progetto #RinascitaGlocal a cura di Michael Brioschi Guinet nasce con lo scopo di connettere professionisti dell’ambito del turismo e degli eventi tra di loro, condividendo le loro idee, opinioni e punti di vista sulla situazione extra ordinaria che il settore si trova a dover affrontare. Per questo 10 professionisti si alterneranno in video interviste dedicate per dire la loro sulla situazione attuale e sui possibili scenari del settore al momento della ripresa.

L’ospite di oggi nel progetto Rinascita Glocal è Antonio Carrieri, Manager del Conti Toscana Resort a Shaoxing una struttura 5 stelle di stampo italiano in un contesto completamente diverso come quello della Cina.

In questa intervista andremo a vedere le differenze tra questi due Mondi, Cina ed Italia, Oriente ed Occidente, per capire qual è il diverso tipo di approccio nei confronti del lavoro, del turismo ed anche il diverso approccio nel turismo durante lo scoppio della Pandemia dovuta al Covid19.

Quali sono le differenze principali sull’approccio al lavoro tra Italia e Cina?

In Cina vi è sicuramente una disponibilità di manodopera molto più elevata (e a dei salari ovviamente non sindacalizzabili).

Il problema subentra se oltre alle braccia hai bisogno anche di menti, perché sono degli ottimi esecutori, ma eseguono solo ciò che gli viene richiesto. Questo perché il pensiero e lo sviluppo di idee, viene demandato alla classe dirigente, mentre chi non è dirigente segue assiduamente ciò che gli viene detto di fare.

Ad esempio se un operaio di manutenzione ha come compito quello di dover pulire dal punto A al punto B, sicuramente arrivato al punto B si fermerà anche qualora lo vedesse sporco o incompiuto, perché sa già che ci sarà chi è stato incaricato di pulire il punto B, e se questo qualcuno non dovesse esserci, il problema non è dell’operario ma di è pagato per pensare, pianificare e fare in modo che il punto B non sia sporco.

Qual è stata la differenza principale sull’approccio all’emergenza Corona Virus?

Per questo motivo anche l’approccio all’emergenza Corona Virus del popolo cinese è stato totalmente differente. Bisogna tener presente che il passaggio di informazione in Cina dalla base all’apice della piramide governativa è sempre molto lenta. Questo perché come detto prima, c’è molta paura di sbagliare, o di dare un’informazione sbagliata.

Ma non appena il governo ha avuto modo di avere dei dati e delle informazioni appurate, realizzando che il problema Corona Virus fosse un problema serio, ha subito attuato un lockdown estremo, ed impartendo i comandi su cosa dover fare, il popolo cinese si è trovato a rispettare quelle regole.

Ad esempio, per ogni condominio (e quindi parliamo di circa 120-140 nuclei familiari) il governo ha eletto dalle 10 alle 15 persone che erano autorizzate ad uscire per poter fare la spesa. In caso di controllo da parte delle autorità, se il tuo nome non fosse stato presente sulla lista degli autorizzati, le conseguenze sarebbero state gravi non solo per la persona stessa e per la sua famiglia, ma addirittura anche per tutte le persone che abitavano sullo stesso pianerottolo del “colpevole”.

Quali sono le differenze a livello di Turismo tra Italia e Cina sia a livello di mercato che di ripresa post emergenza?

Per quanto riguarda gli interventi da parte dello Stato, il governo cinese ha attuato diverse misure d’emergenza a sostegno delle imprese, in primis, l’azzeramento delle tasse per tutto fino ad almeno ottobre 2020, inoltre, per venire incontro alle strutture turistiche ha azzerando i contributi da versare per l’assunzione del personale.

A livello di turismo la differenza sostanziale tra Cina ed Italia è che il popolo cinese non avendo bisogno di nessun altro tipo di mercato, è abituato a misurarsi sempre e costantemente con il proprio mercato interno, specialmente a livello di servizi ed offerta turistica, quindi per questo a livello di rilancio del turismo, la Cina si troverà avvantaggiata, mentre il turismo italiano in alcune zone dipende anche dall’80% dal mercato estero.

La fortuna dell’Italia è la sua costa, e la sua varietà di spiagge che attraversano la maggior parte delle regioni da Nord a Sud, elemento che poche altre nazioni europee hanno

Quali sono le sfide che il settore del turismo e degli eventi devono porsi per rilanciarsi?

Le sfide che il settore del turismo e degli eventi devono porsi è dare enfasi all’idea della sicurezza sanitaria di sanificazione, il che potrebbe essere una marcia in più per comunicare il fattore sicurezza di cui il cliente ha bisogno. Un altro aspetto fondamentale su cui investire è la formazione.

Ci sarà necessità di creare un personale che sia molto più specializzato, informato e soprattutto pronto ad affrontare anche il cliente che non vuole attenersi alle regole disposte. Bisogna trattare l’opportunità del coronavirus per provvedere ad istruire tutti i colleghi e dipendenti e provvedere ad un sistema di training approfondito.  Quando ripartiremo, tutto, ma proprio tutto dovrà essere e scorrere come un orologio svizzero, solo così potremo essere più competitivi in un mare dove si butteranno tutti.

Ne usciremo con i lividi sì, ma con una marcia in più, in fondo il turismo se andiamo a vedere lo abbiamo inventato noi Italiani.

Conti Toscana Resort, Shaoxing

 

Michael Brioschi Guinet

Michael, classe 1989, per metà francese per metà toscano, (ecco il perché di due cognomi), poliglotta e una vita con la valigia in mano.

Nel 2020 è ideatore del nuovo concept Glocal Experience, dove aiuta strutture turistiche, attività commerciali e realtà locali ad aumentare le presenze, fidelizzare la clientela e scoprire nuove potenziali nicchie di mercato attraverso la creazione di eventi esperienziali unici indimenticabili e “out of the box” che contribuiscono a dare valore al territorio.

Dal 2018 è attivo come freelancer con il concept “Let it Happen” nella realizzazione di eventi di diversa natura da feste a tema, matrimoni fino a open day e festival a tema. Questo dopo una continua crescita di oltre 15 anni nel mondo del turismo e dell’animazione dove si inserisce fin da ragazzo. La sua passione per i viaggi lo ha portato a lavorare in mete molto ambite come Taormina, St. Moritz e le Maldive, dove grazie anche alla sua passione per l’organizzazione del lavoro, arriva a ricoprire ruoli manageriali, per poi approdare nella litorale Veneto, collaborando con strutture 5 stelle, coordinando e gestendo team di lavoro di oltre 40 persone e divenendo direttore artistico delle strutture e della regia degli eventi.

Grande appassionato di musica, in particolar modo quella pop e commerciale dagli anni 2000 ad oggi, spettacolo, cucina, ed ovviamente viaggi.

Citazioni preferite: nessun cuore ha mai provato dolore quando ha inseguito i propri sogni (P. Coelho)

Per maggiori info, scrivi a Michael: info@letithappenevents.com

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Michael Brioschi Guinet

Michael Brioschi Guinet

Michael, classe 1989, per metà francese per metà toscano, poliglotta e una vita con la valigia in mano. Dal 2018 è ideatore del concept Glocal Experience. Su ExtraMag racconta di viaggi e turismo.