Risvolti inattesi della crisi Coronavirus: se la giostra si ferma chi accudirà gli animali dei parchi faunistici?

27 Marzo 2020 16:00
l'ippoptamo Popo a sinistra sorride, è nato al Parco Natura Viva
l'ippoptamo Popo a sinistra sorride, è nato al Parco Natura Viva

Risvolti inattesi della crisi Coronavirus: se la giostra si ferma chi accudirà gli animali dei parchi faunistici?

Quello che vedete nella foto che sorride è Popo. In Swahili significa Farfalla.
L’ippopotamo è classificato come “Vulnerabile” nella Lista Rossa della IUCN e Popo è uno degli ippopotamini nati nei parchi zoologici d’Europa dove si lavora per mantenere vitale un patrimonio genetico a rischio di estinzione.

Popo è nato al Parco Natura Viva di Verona che ha avviato una raccolta fondi per poter continuare ad aiutare gli animali. Ma il problema del parco veronese non è unico.

Abbiamo visto, recentemente in un nostro articolo, una Disney World deserta, fotografata da satellite; ma la stessa scena si ripete sorvolando destinazioni italiane e venete come Leolandia o Gardaland (famosa per il Sea Life).

Ma non vanno dimenticati appunto i cosiddetti parchi esclusivamente faunistici e acquatici: li ci sono da continuare a proteggere gli animali. Ma se il parco è chiuso? Se la giostra, anzi le giostre, si fermano chi si occuperà di questi animali?

Il problema non è marginale: “non ci sono entrate, ma – ci spiega molto chiaramente Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani (PPI) – vi sono costi continui legati a tante attività che non possono essere sospese come le manutenzioni, la messa in sicurezza degli impianti e il controllo dei sistemi di irrigazione. Per i parchi faunistici, a cominciare dagli acquari, è fondamentale accudire e mantenere in vita gli animali”. Quindi la soluzione è solo una: occorre continuare a lavorare per accudire questi ospiti.

Forse vi stiamo raccontando di un settore che diamo per scontato ma di cui si sa poco. Nel 2019 il comparto dei Parchi Permanenti, ha generato ricavi pari a 420 milioni di euro per un totale di 20 milioni di visitatori provenienti dall’Italia, 1,5 milioni di arrivi dall’estero e 1,1 milioni di pernottamenti in hotel.

Considerando ristorazione, trasporti, merchandising e soggiorni alberghieri, il volume d’affari complessivo dell’indotto nel 2019 supera la barriera di 1 miliardo di euro. Oltre a generare 25.000 occupati diretti, tra fissi e stagionali, si stimano almeno 60.000 posizioni legate all’indotto.

Come se ne esce? I grandi gruppi hanno già cominciato a riflettere dato che ci sono parchi che hanno sostenuto investimenti importanti per il potenziamento dell’offerta 2020 e adesso, anziché rientrare dei costi, dovranno investire ulteriormente per incrementare le misure a tutela della sicurezza sanitaria degli ospiti e per rilanciare il comparto attraverso campagne di comunicazione molto forti.

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Daniele Belli Pajar

Daniele Belli Pajar

E' il Direttore Responsabile del giornale sia nella versione cartacea che online. Cura e coordina i contenuti. E' responsabile dei Progetti Speciali.