Lo Zio Oscar fa trionfare Oppenheimer, delusione per Garrone, Emma super con Povere Creature

Tempo di lettura: 1 minuto
Emma Stone (foto Ansa/Epa)

La 96esima edizione degli Oscar si è conclusa con un trionfo per “Oppenheimer”, il film diretto da Christopher Nolan che ha raccolto ben sette statuette, tra cui quella per il miglior film, miglior attore protagonista a Cillian Murphy e miglior regista a Nolan stesso. Il film, che narra la vita di Robert J. Oppenheimer, il padre della bomba atomica, era arrivato alla cerimonia con 13 nomination, dimostrando la sua forza in una serata che ha visto anche la politica fare capolino tra le premiazioni.

DELUSIONE

L’Italia ha vissuto una delusione con Matteo Garrone, il cui film “Io Capitano”, un’odissea sull’emigrazione, è stato battuto da “La zona di interesse” di Jonathan Glazer, un’opera sull’Olocausto che ha ottenuto anche l’Oscar per il miglior sonoro. La grande vincitrice della serata è stata senza dubbio Emma Stone, che ha ottenuto l’Oscar per la migliore attrice per il suo ruolo in “Povere creature!” di Yorgos Lanthimos, un eccentrico remake della saga di Frankenstein che ha portato a casa quattro premi.

LA GUERRA

La cerimonia ha visto momenti di tensione e emozione, con discorsi che hanno toccato temi come il conflitto tra Israele e Hamas e l’invasione russa dell’Ucraina, dimostrando come gli Oscar rimangano un palcoscenico per non solo celebrare il cinema, ma anche per riflettere su questioni globali.

PERCHE’ ZIO OSCAR?

Il nome “Premio Oscar” deriva da una leggenda metropolitana secondo la quale Margaret Herrick, la bibliotecaria dell’Academy nel 1931, avrebbe esclamato che la statuetta le ricordava suo zio Oscar. Sebbene questa storia sia ampiamente diffusa, la sua veridicità non è mai stata confermata ufficialmente. Tuttavia, il termine “Oscar” è stato adottato ufficialmente dall’Academy solo nel 1939, diventando il soprannome ufficiale del premio.