Parità di genere nell’arte, il caso delle statue di Padova

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A Padova tiene banco in questi giorni una curiosa polemica sulla parità di genere: l’opportunità – o meno – di ospitare in Prato della Valle una statua di una esponente femminile. A quanto pare tra tutte le statue che circondano la piazza più grande d’Europa, il numero di rappresentanti del gentil sesso è pari a zero.

Questione di parità sollevata da una mozione presentata il 27 dicembre scorso da due consiglieri comunali della maggioranza di centrosinistra cittadina, Margherita Colonnello e Simone Pillitteri. Il nome proposto sarebbe quello di Elena Lucrezia Cornaro Psicopia la prima donna laureatasi al mondo, proprio a Padova. Parliamo del 1678 e il corso era quello di Filosofia.
In origine le statue erano di più: sei furono fatte a pezzi nel 1797 da Napoleone, in quanto effigi di Dogi veneziani, e in parte rimpiazzate con degli obelischi mente due piedistalli che si trovano sul Ponte Nord (al centro di Prato della valle si tirava l’isola Memmia, unità da 4 ponti) sono da tempo vuoti. Quindi il posto per almeno due donne ci sarebbe.

Ma la questione non è poi così semplice. La statua di Elena già c’è ed é ospitata nell’Ateneo padovano sottolinea la prima donna rettore dell’Università di Padova, Daniela Mapelli. Quindi, volendo escludere Elena, chi di contemporaneo potrebbe meritare cotanto onore?
Un preciso regolamento (emanato dalla Presidenza del Prato il 10 febbraio 1776) fissò le norme per la realizzazione delle statue: non potevano essere ritratte persone in vita, non potevano essere ritratti santi (a essi erano riservati gli altari delle chiese) e tutti i personaggi ritratti dovevano avere avuto un legame con la città. Nella maggior parte dei casi si tratta infatti di professori universitari, artisti, condottieri o ex governanti della città. La prima statua realizzata fu nel 1775, per prova, una statua di Cicerone, che fu velocemente rimossa per l’assenza di legame tra il personaggio e Padova; fu sostituita con l’attuale statua di Antenore.

In Prato, se dovesse arrivare la statua – o due – di un nuovo personaggi* contemporan* sarebbe in compagnia di maschi come Galileo Galilei, Torquato Tasso, Francesco Petrarca, Andrea Mantegna tanto per citarne qualcuno.